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Visualizzazione dei post da Marzo, 2009

Il lato oscuro del progresso: "we have the energy"

"We have the energy" dice un cartello all'ingresso di Fort McMurray, nello stato dell'Alberta, Canada, la più grande città in quella che un tempo era la terra degli Athabascan, popolo giunto dall'Asia 35 mila anni fa attraverso lo stretto di Bering, insediatosi in queste fredde terre dove l'inverno il termometro scende anche a meno 35.

Fort McMurray, popolato da circa 80 mila anime, è situato fra la foresta boreale e la confluenza di quattro fiumi, e fa parte del comune di Wood Buffalo, una delle più vaste aree comunali dell'America del Nord. Ebbene, questo luogo, teatro della nuova corsa all'oro nero, che in tempi recenti ha visto fare colossali investimenti nell'industria petrolifera, è stato ribattezzato dalla stampa locale Fort McMoney.

Giust'appunto sei anni orsono, con il prezzo del petrolio alle stelle, in questi territori che un tempo erano un paradiso incontaminato dei nativi americani, nella vasta regione denominata Athabasca Oil Sands…

Un progresso in regresso: rifugiati ambientali

Gli studiosi prevedono che entro il 2010 50 milioni di persone in tutto il mondo dovranno lasciare i loro luoghi di residenza a causa dell'innalzamento del livello dei mari, della desertificazione, del prosciugamento delle falde acquifere, delle inondazioni ed altri gravi cambiamenti ambientali.
Ad esempio, è di oggi la notizia della piena del fiume "Red River" in Nord Dakota, dove il livello delle acque ha superato i limiti record raggiunti nel 1897, costringendo all'evacuazione migliaia di persone a Fargo.

Ogni anno nel mondo milioni di persone sono costrette a spostarsi. Dalle Maldive al Brasile, e anche nei paesi avanzati come il Canada, le storie sconvolgenti dei popoli sradicati si somigliano. La pressione sulle popolazioni rurali, in seguito al degrado dei loro ambienti, le spinge ad abbandonare i tradizionali modi di vita.

"The Refugees of the Blue Planet", un libro scritto da Hélène Choquette, dà visibilità a un problema poco conosciuto, problema che …

Ma sì, facciamo strada al progresso!

Il mese scorso, nella zona del lago Parishan, un vero paradiso invernale per gli uccelli emigratori, migliaia di tartarughe, uccelli, serpenti ed altri animali sono bruciati tragicamente in incendi provocati da uomini. Il sospetto, neanche troppo velato, ricade su alcuni funzionari locali della vicina città di Kazeroun, nella provincia di Fars Iran, spinti dal far approvare i lavori per la costruzione di strade, cancellando così in un sol colpo, i molti canneti presenti nella zona.

Paradossalmente quegli stessi funzionari, avevano manifestato la loro preoccupazione per le zone umide del lago Parishan.

Secondo l'agenzia di stampa Mehr, negli ultimi dodici mesi quasi 30 ettari di canneti bambù intorno al lago sono andati distrutti in incendi, sistematicamente e deliberatamente.

Ora, il Dipartimento di Giustizia ha incaricato l'Environmental Protection Agency d' indagare sull'accaduto e identificare i responsabili di questa distruzione. Tuttavia, l'agenzia finora non è s…

"Our Choice" il nuovo libro di Al Gore

Dopo lo strepitoso successo di "An Inconvenient Truth", Al Gore, Premio Nobel 2007 annuncia il sequel con "Our Choice" (La nostra scelta), edito da Rodale Books su carta riciclata, nelle librerie sin dal prossimo novembre.

Dice Al Gore: "An Inconvenient Truth ha raggiunto milioni di persone con il messaggio che la crisi climatica che sta minacciando il futuro della civilizzazione umana deve e può essere risolta. Ora che la necessità di agire con urgenza si è resa indispensabile, alla luce dei nuovi risultati degli ultimi tre anni, è giunto il momento di varare un programma globale completo che risolva realmente la crisi climatica. La nostra scelta è di rispondere a questa chiamata".

Le conclusioni del nuovo libro, che inevitabilmente diventerà un best seller, si basano su più di 30 "Solutions Summits" che l'ex Vice Presidente statunitense ha elaborato con l'ausilio di scienziati, ingegneri ed esperti di politica, così come con ricercato…

Geoingegneria planetaria: un megaprogetto da far accapponare la pelle!

Alcuni consulenti scientifici militari stanno esaminando l'idea di riparare l'ambiente del pianeta per attenuare il riscaldamento globale con un megaprogetto di geoingeneria da far accapponare la pelle.

Si tratta di audaci progetti che fanno sorridere ma anche rabbrividire i climatologi tradizionalisti. L'idea di di geoingegneria planetaria dovrebbe andare ad incidere sul clima terrestre, per evitare cambiamenti più radicali.

Uno schema dell'ambizioso progetto richiederebbe l'aggiunta di ferro negli oceani, di modo che si possa stimolare la crescita di alghe per meglio assorbire le emissioni di gas serra. Un altro potrebbe essere quello di zavorrare i cieli con particelle di solfato, i quali "agirebbero come mini-riflettori" per ombreggiare la luce solare, raffreddando così la Terra. Un terzo modo è quello di coprire l'Artico con della polvere.

Nonostante reazioni colme di sdegno da parte dei climatologi, tuttavia negli ultimi mesi, "le alte istitu…

Anteprima di "Meat the truth"

Stasera ad Exit, su LA7, il programma di informazione condotto da Ilaria D'Amico, verrà presentato un’anteprima del documentario olandese "Meat the Truth" (Carne, la verità sconosciuta) realizzato e distribuito in Italia dall'associazione no-profit AgireOra Edizioni.

"Meat the true" è un documentario prodotto dalla Nicolaas G. Pierson Foundation che mostra come una delle maggiori cause del global warming dipenda dall'allevamento intensivo del bestiame. Difatti, da un rapporto diffuso dalla FAO, si apprende che l'industria internazionale della carne genera circa il 18% delle emissioni di gas serra mondiali, cioè più di tutte le automobili, camion, treni, battelli e aerei messi assieme...

In Australia, dove la produzione annuale di gas serra è di 565 milioni di tonnellate (95 milioni provengono dall'agricoltura e il 68% provengono da 27 milioni di capi bovini, che producono circa il 12% delle emissioni), secondo recenti dati, il 58 per cento della…

Due draghi di Komodo uccidono pescatore indonesiano

Un pescatore indonesiano è stato ucciso da 2 draghi di Komodo a Loh Sriaya, nel Parco Nazionale di Komodo, dopo che è caduto da un albero sul quale stava raccogliendo del mela-crema (sugar apple) o annona squamosa. Lo zucchero mela è estremamente popolare in tutti i tropici, ed è molto diffuso in India dove è chiamata sharifa.

Muhamad Anwar, di 32 anni, è morto dissanguato prima di arrivare nella vicina clinica all'isola di Flores, a est di Bali.

Il drago Komodo è la più pesante lucertola del mondo, può crescere fino a 3 metri di lunghezza ed ha il morso tossico che utilizza per uccidere le sue prede. Nonostante l'aspetto goffo, questi rettili carnivori sono molto veloci e uccidono gli animali con un potente colpo di coda.

Gli attacchi dei draghi di Komodo sono rari ma da qualche tempo sono in aumento. Il mese scorso in un parco forestale un uomo è sopravvissuto ad un drago Komodo che gli ha però divorato la mano ed un piede. Nel 2007 era rimasto ucciso un bambino di otto a…

Trovata una foresta di corallo nero nel mare di Scilla

Grazie un robot sottomarino sono state scoperte circa 30 mila colonie adagiate sui 50 e i 110 metri di profondità sui fondali rocciosi della mitica Scilla, dove cantavano le sirene tentatrici.

A documentare la più vasta foresta di corallo nero è stato Rob, un robot sottomarino che analizza, osserva, filma e fotografa.

Rob si è immerso nei fondali del Tirreno calabrese e ha ripreso molte specie di coralli. Si è immerso sino a 400 metri di profondità e ha osservato anche i pesci marini.

Dice al TG uno Marco Taviani, geologo marino e paleobiologo dell'Istituto di Scienze Marine (Ismar), che in passato ha trascorso due anni nella base americana in Antartide per un periodo di ricerche sugli strati profondi di quell' antico continente. "E' una scoperta molto importante che deve aggiungersi a scoperte simili fatte dalla Comunità scientifica italiana ma anche europea negli ultimi anni e che dimostra quanto il nostro territorio sommerso è ancora molto da studiare e investigare&…

Buco dell'ozono: scampato pericolo!

Se 22 anni fa il mondo non si fosse accordato sulla riduzione dei clorofluorocarburi (Cfc), causa principale del buco dell'ozono, l'umanità si sarebbe trovata ad affrontare drammi apocalittici nel giro di qualche ventennio. I Cfc, potenti gas ad effetto serra (derivanti dall'uso dell'aria condizionata, degli spray, schiume d'imballaggio...), avrebbero fatto aumentare la temperatura di oltre 4 gradi, tanto da far scomparire dall'atmosfera due terzi dell'ozono; le radiazioni ultraviolette (Uv) si sarebbero sestuplicate alle medie latitudini, determinando ustioni in cinque minuti e mutazioni del Dna aumentate del 650%.

Ed è il team del Goddard Earth Observing System Chemistry-Climate Model(GEOS-CCM), guidato dallo scienziato Paul Newman, il quale ha utilizzato un modello globale che include gli effetti atmosferici chimici, le variazioni di temperatura e dei venti, a fornire questi tremendi dati.

L'analisi è stata pubblicata online sulla rivista Atmospheric…

Terrore, soprusi e stregoneria in Gambia

Secondo Amnesty International nella Repubblica del Gambia sono stati rapite circa 1000 persone, deportate poi in centri di detenzione governativi, dove sono state costrette a bere pozioni di allucinogeni. La punizione, sancita dal controverso presidente del piccolo paese africano che affaccia sull'Atlantico, ha già provocato due morti, mentre altri centinaia di persone, in preda al terrore, sono fuggite nel vicino Senegal.

Le vittime dicono che le forze di polizia, ufficiali dell'esercito e membri della guardia personale del presidente Yahya Jammeh, conosciuti come "Green Boys", sono stati accompagnati nelle ultime settimane da cacciatori di streghe di villaggio in villaggio. Le presunte streghe, molte delle quali anziane, sono state sequestrate per un massimo di cinque giorni, costrette a bere sostanze allucinogene sconosciute e costrette ad autoaccusarsi di stregoneria. Alcune sono state picchiate duramente. I cacciatori di streghe, sembra siano giunti dalla Guinea…

Pesci robot antinquinamento

Dei pesci robot, in grado di rilevare l'inquinamento delle acque, sono stati rilasciati al largo delle acque spagnole. I pesci, lunghi circa 1,5 metri, somiglianti a delle carpe, provvisti di rilevatori, sono in grado di identificare le fonti d'inquinamento, quali combustibili delle navi o prodotti chimici rilasciati nel mare.

Cinque di questi robot, il cui valore si aggira sui 21 mila euro cadauno, sono stati liberati nel Golfo di Biscaglia, a Gijon, nel nord della Spagna.

L'operazione fa parte di un progetto pilota triennale messo a punto da BMT Group, una società di ingegneria e da ricercatori dell'Essex University, nel sudest dell'Inghilterra. I pesci robot hanno una battera di durata di otto ore e non richiedono telecomando. La loro missione dovrebbe durare 18 mesi, dopodichè, in caso di successo, essi potrebbero essere utilizzati in tutto il mondo, per impedire la diffusione dell'inquinamento nelle acque marine.

Fonte notizia e immagine: news.yahoo.com/

La nostra... "era degli stupidi"

Dopo "An inconvenient truth" il film che ha lanciato Al Gore verso il Premio Nobel, un altro film documentario che darà una scossa definitiva alla nostra opulenta civiltà.

Londra è sott'acqua; New Orleans non verrà ricostruita per la terza volta; il ghiaccio artico si è sciolto e l'agricoltura scarseggia. Le conseguenze di tutto ciò sono grandi disordini alimentari a livello mondiale e in definitiva il crollo della civiltà.

Questa è la premessa di una nuova pellicola indipendente britannica del film "The Age of stupid", l'età degli stupidi, che uscirà nelle sale inglesi alla fine di questo mese.

L'ambientazione è nel 2055. Il film ritrae un mondo post-apocalittico devastato dal peggiore impatto del cambiamento climatico, e guarda soprattutto al periodo critico tra il 2005 e il 2015, esaminando il motivo per cui non abbiamo salvato noi stessi quando ce n'era la possibilità...

Nella sequenza di apertura, il narratore, interpretato dal candidato all&#…

Notizie dal V Forum dell'acqua ad Istanbul

Al V Forum mondiale dell'acqua che si sta tenendo al Golden Horn di Istanbul (un vecchio mattatoio convertito in un lussuoso albergo), la Banca mondiale informa che l'attuale crisi economica rischia di ridurre drasticamente gli investimenti nelle strutture idriche, un settore già fortemente penalizzato, vitale per la crescita e la salute pubblica.

La prima contrazione economica globale sin dalla seconda guerra mondiale, minaccia di offuscare la penuria di acqua dolce in molte regioni povere dove l'inadeguatezza sanitaria è la maggiore causa dell'aumento delle morti ed un freno allo sviluppo economico.

Le Nazioni Unite informano che il costo complessivo per sostituire le infrastrutture di approvviggionamento idrico e le infrastrutture igienico-sanitarie nei Paesi industrializzati potrebbe arrivare a circa 200 miliardi di dollari all'anno.

Jamal Saghir, direttore dell'energia, trasporti ed acque per la Banca mondiale, davanti a un ricco auditorium al Forum, che ter…

Star Wars V/S le zanzare con il WMD ( arma di distruzione della zanzara)

Un quarto di secolo fa, gli scienziati americani proposero il sistema missilistico di difesa "Star Wars" per battere i missili sovietici dai cieli con i raggi laser. Alcuni di quegli scienziati stanno ora puntando i loro laser ad un'altra minaccia che vola: la zanzara.

In un laboratorio nel sobborgo di Seattle, ricercatori con lunghi camici bianchi stanno ora fermi a guardare una piccola scatola di vetro contenente gli insetti. Ogni pochi secondi un aggeggio ad una distanza di 100 metri ha sparato un fascio che raggiunge con un ronzio le zanzare ad una ad una, con un punto di luce rossa. Gli insetti hanno sopravvissuto a questo particolare test, che ha utilizzato un laser non letale. Ma se questi ricercatori hanno il loro modo, i missili di difesa strategici della Guerra fredda rinasceranno come WMD(Weapon of Mosquito Destruction): Arma di distruzione della zanzara.

"Noi saremo felici di destabilizzare l'equilibrio delle forze tra zanzara e uomo" sostiene J…

Una torre alta 300 metri in Amazzonia per controllare l'inquinamento

Giovedì scorso a San Paolo del Brasile il governo brasiliano e quello tedesco hanno stipulato un accordo per la costruzione di una torre alta 300 metri, che contribuirà a controllare i cambiamenti climatici nella regione della foresta pluviale dell'Amazzonia. La torre sarà alta quasi quanto la Torre Eiffel (324 metri).

L'accordo, firmato dai ministro brasiliano per la Scienza e la Tecnologia Sergio Rezende e dal ministro tedesco per l'Education e la Ricerca Anette Schavan, prevede inoltre la costruzione di altre quattro piccole torri di 60 metri ciascuna. Secondo la parte tedesca, la costruzione delle torri e la loro manutenzione per i primi cinque anni costerà 8,4 milioni di euro (10,8 milioni di dollari), che saranno forniti da entrambi i paesi.

Il progetto serve a coordinare gli sforzi da parte del National Institute of Amazon Research del Brasile, e il Max Planck Institute tedesco nella ricerca ambientale della regione. I ministri hanno inoltre firmato un accordo di coop…

Bambini soldato: una vita disperata

Ieri sera sul piccolo schermo, precisamente su Italia Uno, è stato trasmesso il film "Blood diamond "(diamanti insanguinati), che quando 2 anni fa uscì nelle sale cinematografiche fece scendere in campo persino Nelson Mandela, il carismatico leader africano, il quale si mostrò molto preoccupato della grande risonanza che ottenne il film in quanto temeva che fungesse da mezzo di destabilizzazione in quei paesi africani produttori di diamanti. La storia, avventurosa e crudele, mostra cosa si nasconde dietro il commercio dei diamanti, i quali, probabilmente, se non ci fossero le donne sarebbero considerati dei semplici sassolini...

Ma al di la di queste preziose pietre, portatrici di spietate guerre in diversi paesi africani ed asiatici, il film pone in evidenza anche il dramma dei bambini soldato.

Secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF), ogni anno quasi 10 milioni di bambini muoiono per cause prevenibili prima del loro quinto compleanno. Uno studio sull…

Le crisi nel mondo dimenticate dai mass media

Dal Rapporto annuale sulle crisi dimenticate nel 2008 di "Medici senza frontiere" emerge che Somalia, Myanmar, Zimbabwe, Repubblica democratica del Congo, paesi nei quali migliaia di civili sono vittime di conflitti, fame e violazione dei diritti umani... "non fanno notizia" nei
telegiornali italiani.

Per questo la più grande organizzazione umanitaria indipendente di soccorso medico, impegnata in contesti di conflitto, catastrofi naturali ect... lancia la campagna "Adotta una crisi dimenticata" (www.crisidimenticate.it) per chiedere a quotidiani e periodici, trasmissioni radiofoniche e televisive, testate on-line di impegnarsi a parlare di una o più crisi dimenticate durante quest'anno, fino alla presentazione del rapporto 2010.

A fianco alla "denuncia" della scarsa attenzione dei Tg alle crisi umanitarie nel pianeta, "Medici senza frontiere" ha stilato una classifica delle crisi dimenticate.

Per prima, c'è la catastrofe…

Il ritorno delle api

Eravamo rimasti al fatto che era proprio il mondo animale ad aver avvertito per primo i mutamenti climatici, tant'è che in Abruzzo, gli orsi, invece di starsene tranquillamente in letargo se ne andavano a passeggio per le riserve; le farfalle svolazzavano in cerca di fiori e già si facevano vedere le famigerate cavallette, mentre le api si svegliavano con mesi di anticipo uscendo dall'alveare a gennaio anzichè a primavera. Questo capitava nell'inverno del 2007...

Già le api! Mancano una decina di giorni al punto gamma astrale, cioè all'equinozio di primavera, e dopo un inverno, questo che ancora ci accompagna, tornato ad essere rigido e molto piovoso (da almeno 200 anni non era piovuto così tanto), ecco ricomparire, nei tempi dettati dalla natura, le api in California. E meno male, perchè se andiamo a ricordare la famosa frase di Einstein che diceva: "Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita"... …

Povera Africa...

Il Primo Ministro dello Zimbabwe, Morgan Tsvangirai ha reso noto che nel suo paese i casi di decessi causati dall'epidemia di colera sono stati di gran lunga superiori a quelli riportati. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, più di 80 mila persone sono state infettate dal focolaio di sei mesi fa, con quasi 4 000 morti. Tsvangirai ha convocato una riunione di emergenza degli uffici sanitari e dei donatori.

Le morti causate dal colera in Africa in 15 anni si è diffusa nei paesi vicini, tra cui il Sud Africa. Il sistema sanitario dello Zimbabwe è crollato, e tutti gli ospedali sono in lotta per la penuria di farmaci, per gli elevati casi di HIV / AIDS e gli infermieri e i medici spesso scioperano per avere una migliore retribuzione.

In Angola, invece, dal mese di novembre sono 82 i bambini morti a causa della rabbia nella capitale Luanda. Circa un quarto dei decessi sono avvenuti nel corso delle ultime due settimane. E ' la peggiore epidemia di rabbia che ha colpi…

Il polmone verde del pianeta è malato

La siccità in Amazzonia sta mettendo in pericolo l'ecosistema della foresta pluviale ed il clima globale. Questo secondo un rapporto pubblicato da Science.

Nell'analizzare l'impatto della grave siccità del 2005 in Amazzonia, un team di 68 ricercatori di 13 paesi hanno trovato la prova che le precipitazioni nelle foreste tropicali affamate di pioggia perdono enormi quantità enormi di carbonio a causa della ridotta crescita di piante ed alberi morenti. La siccità del 2005 - innescata da riscaldamento nel Nord Atlantico tropicale piuttosto che El Niño - ha determinato un flusso netto di 5 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio (CO2) in atmosfera - più delle emissioni annuali di Giappone e Europa insieme -- rispetto ai normali anni in cui l'Amazzonia ha fatto da filtro per 2 miliardi tonnellate di CO2.

I risultati suggeriscono che di fronte al riscaldamento del clima, contare sulle foreste tropicali, come grande deposito di carbonio è una proposta pericolosa, che ha …

DD45, l'asteroide che sembrava più piccolino...

DD45 è un macigno di 40 metri di diametro che va a spasso nello spazio, e ha rasentato il nostro bel pianeta azzurro a circa 70 mila chilometri di distanza. Dal 1973 mai nessun altro asteroide è passato così vicino alla Terra. Se avesse colpito il pianeta avrebbe provocato una catastrofe naturale con una potenza simile a quella di 1000 bombe atomiche, al pari, dicono gli scienziati, di quello che il 30 giugno 1908 si abbatte sulla Siberia, cancellando in un sol colpo 2000 chilometri quadrati di foresta.

Eppure, dalle fotografie realizzate lo scorso 27 febbraio, DD45 era poco più di una stellina visibile ai telescopi.

Al momento, noi terrestri non siamo in grado di modificare l'orbita di questi asteroidi killer, poichè il tempo che intercorre tra la loro rivelazione e la possibilità di raggiungerlo con un mezzo spaziale è troppo breve. Ci vorrebbero perlomeno una decina di anni di preavviso per poter essere in grado, appunto, di deviarne la traiettoria.

L'asteroide 2009 DD45 si m…

Centinaia di balene arenate in Tasmania

Gli scienziati non riescono a spiegarsi il motivo del perchè tante balene finiscono per arenarsi sulle spiagge della Tasmania (Australia). Ciò accade durante la loro migrazione da e per le acque antartiche.

La foto, ripresa da dailymail.co.uk, mostra 194 balene pilota e una mezza dozzina di bottlenose, i più comuni e più conosciuti delfini del tipo Tursiops, rimasti incagliati domenica sera sulla spiaggia di Naracoopa, a King Isle, nello stato della Tasmania.

Ammirevole il soccorso di un centinaio di residenti dell'isola del Re, che già lunedì pomeriggio sono riusciti a restituire una cinquantina di balene al mare.

Articolo completo (in inglese) su dailymail.co.uk

Immagine: dailymail.co.uk

Cina: la grande muraglia verde

Se si visita Pechino in primavera e sperimenti le tempeste di polvere che si abbattono sui residenti che corrono via a proteggersi la testa con sacchetti di plastica, non si può che rimanere sorpresi di constatare che la città un giorno potrebbe essere inghiottita dal deserto di Gobi. Solo a 150 km i venti soffiano verso la capitale portando con se la sabbia del deserto calcolata in 2 km l'anno, con dune che delimitano il confine alte oltre i 30 metri. Nella loro scia, queste enormi tempeste di polvere hanno lasciato dietro di se intere città abbandonate e milioni di profughi ambientali. Inoltre hanno portato effetti bizzarri meteorologici, quali venti neri e piogge di fango, che attraversano il Pacifico giungendo sotto forma di granelli di pioggia su Vancouver o portare tramonti irreali a San Francisco.

Il problema è l'eccessivo disboscamento e la deforestazione che ogni mese ruba 200 kmq di terre coltivabili alla Cina che si trasformano in deserto. Il governo cinese ha stanz…

Per produrre acqua in bottiglia si spreca troppo ma troppo petrolio...

Una nuova ricerca del Pacific Institute stima che l'acqua in bottiglia è fino a 2000 volte a più alta intensità energetica dell'acqua del rubinetto. Similmente, l'acqua in bottiglia che richiede trasporti su lunghe distanze abbisogna di molta più energia dell'acqua in bottiglia prodotta e distribuita a livello locale.

In effetti, a conti fatti, sembra che nel 2007 siano stati venduti circa 200 miliardi di litri di acqua in bottiglia in tutto il mondo. Solo negli Usa, il consumo annuale di acqua in bottiglia ha richiesto l'equivalente compreso tra i 32 e i 54 milioni di barili di petrolio, circa un terzo della percentuale del consumo totale di energia primaria degli Stati Uniti.

L'articolo, “Energy implications of bottled water” scritto dai ricercatori Peter H. Gleick e Heather Cooley, è una prima analisi valutatata da specialisti (peer-reviewed), pubblicato nell'edizione di febbraio 2009 da Environmental Research Letters.

"Mentre l'uso dell'acqua…