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Visualizzazione dei post da Settembre, 2011

Pianificazione urbana: l'immagine vale più di 1000 parole

E' molto difficile far capire alle persone quali sono i grandi problemi del nostro tempo e come sarebbe semplice porvi rimedio. Sono, ahimè, i paradossi d'un benessere esasperato e in questo caso, riguardo ad esempio, la quantità di spazio necessario al trasporto di persone in auto, autobus o biciclette l'immagine di lato vale più di mille parole.

È possibile scrivere sulla pianificazione urbana e l'inquinamento atmosferico e la congestione del traffico, ma le tre foto sopra mostrano a colpo d'occhio la differenza tra questi tre mezzi di trasporto nelle strade delle nostre città. E lo spazio non è tutto: le auto costano anche più soldi, inquinano di più, aumentano i rischi di obesità e tutti i tipi di malattie possibili e immaginabili...

Fonte: www.treehugger.com Immagine:  Press-Office City of Müenster, Germany

Amnesty International: attenti ai diritti umani in Thailandia

Amnesty International ha accusato i ribelli nel sud della Thailandia di aver deliberatamente preso di mira i civili.

La ong per i diritti umani afferma che gli insorti hanno sempre cercato bersagli facili e che alcuni degli attacchi possono costituire crimini di guerra. Ma è anche fondamentale sottolineare degli sforzi di Bangkok a porre fine alla crisi persistente.

Più 4.500 persone sono morte da quando combattenti di etnia prevalentemente musulmana malese hanno riacceso la loro guerra contro lo Stato buddista thailandese nel 2004.

Amnesty ha trascorso nove mesi intervistando testimoni e sopravvissuti agli attacchi così come i membri delle forze di sicurezza thailandesi. La sua conclusione è che non c'è colpa da entrambe le parti. Ma il rapporto mette in evidenza la volontà degli insorti di quattro province del sud in Thailandia di cercare obiettivi civili: insegnanti, funzionari pubblici e agricoltori.

Amnesty chiede ai militanti di impegnarsi pubblicamente per fermare tali …

Ritrovato negli abissi marini un mercantile carico d'argento

Si era in piena seconda guerra mondiale e il mare del Nord, come parte dell'Oceano Atlantico, era infestato dai temibili U-boat tedeschi.

Di ritorno da un lungo ed estenuante viaggio durato mesi, dopo essere salpata mesi prima da Calcutta con un carico di di argento, ghisa e tè, il mercantile britannico Gairsoppa SS,  con l'equipaggio ormai festante perchè vicino alle coste di casa, fu silurato da uno di quei terribili sottomarini tedeschi che tanti danni hanno fatto durante l'ultima guerra.

Il SS Gairsoppa, di 125 metri di lunghezza era in un convoglio di navi, quando venne colpito da una tempesta. A corto di carburante, il mercantile si staccò dal convoglio facendo rotta verso Galway, Irlanda, incontro al suo tragico destino.

Il suo carico d'argento, del valore attuale di circa 150 milioni di sterline, oltre 180 milioni di euro, ammontava a circa 200 tonnellate.

Ciò accadde nel febbraio del 1941.

Le cronache raccontarono di un solo sopravvissuto dei 32 membri dell&#…

Sentire in lontananza i tamburi di guerra

Sebbene ci siano Paesi che hanno la fortuna di avere grandi corsi d'acqua, come si è detto nel post precedente, ci sono pure zone aride del mondo, Medio Oriente in primis, che chissà cosa darebbero per avere nei loro territori fiumi così imponenti.

E' il caso dello Yemen, ad esempio, dove dopo la rimpatriata del presidente Ali Abdullah Saleh, ferito in precedenza dai suoi oppositori, oscilla ormai sull'orlo della guerra civile.

Negli ultimi otto mesi, nel Paese, si è formato un importante movimento populista che ha  ha dimostrato pacificamente per le strade della capitale Sanaa e altrove, con l'obiettivo di porre fine a 33 anni di governo di Saleh e la realizzazione di autentiche riforme politiche ed economiche. A questo movimento si sono poi aggiunti alcuni ex alleati vicini a Saleh, compreso il generale Ali Muhsin al-Ahmar e gli sceicchi delle tribù Hashid.

Da parte sua, Saleh è appena tornato da Riyadh, Arabia Saudita, dove era andato a farsi curare dopo essere st…

Penuria d'acqua nel mondo? Macchè, c'è n'è abbastanza per tutti!

Finalmente da Recife, in Brasile, dove si è aperto il XIV Congresso mondiale dell'acqua, giunge una buona notizia!

Infatti, secondo un rapporto stilato da ricercatori provenienti da 30 paesi e pubblicato oggi su due numeri speciali della rivista International Water Journal, i  timori di penuria d'acqua nel mondo sono infondati. C'è chiaramente sufficiente acqua' a sostenere cibo, energia e le esigenze industriali e ambientali durante il 21 ° secolo,

I principali fiumi del mondo hanno abbastanza acqua per soddisfare le esigenze alimentari. Uno studio su 10 bacini fluviali in Asia, America Latina e Africa.

 La relazione del Challenge Program on Water and Food (CPWF) del CGIAR spiega che non è la scarsità dell'acqua a creare turbolenze nel mondo, ma è l'uso inefficiente e l'iniqua distribuzione delle enormi quantità di acqua che scorrono attraverso i grandi fiumi chiave come il Nilo, il Gange, Andes, Yellow, Niger and Volta.

 I bacini studiati sono la patria…

Energia pulita: trasformare l'acqua in fuoco

Ci hanno già provato alcuni, uno dei quali, John Kanzius, esperto radioamatore statunitense che voleva trasformare l'acqua salata del mare in energia. Ma ora, trasformare l'acqua in fuoco, potrebbe essere un esperimento alla portata di una equipe bolognese, che con un particolare macchinario produce idrogeno carburante senza emissione di anidride carbonica nell'aria.

Secondo l'imprenditore Dino Ghini, intervistato dal TGuno, questa novità potrebbe essere utilizzata su larga scala. Dice Ghini:  "Noi offriamo un risparmio, rispetto ai combustibili tradizionali, come il metano, di un circa il 30%".

Se in alcuni sistemi di sfruttamento dell'idrogeno lo separano dall'ossigeno con l'elettrolisi, che a sua volta consuma energia e libera anidride carbonica, in questo caso tutto nasce da una reazione chimica, dopo aver versato dell'acqua. Top secret la composizione del reagente chimico e del metallo. Il brevetto è ancora in itinere, cioè, suscettibile …

Africa: furti di di terra

Disperati per gli investimenti esteri e la promessa di sviluppo, i governi africani stanno sempre più offrendo agli stranieri quello che per loro è molto caro: la loro terra. Il risultato del fenomeno noto come "land grabbing" ha visto milioni di persone sfollate, agitazioni, e povertà ancora più grande.

Questo furto di terra o land rush ha avuto inizio seriamente un decennio fa, ma ha avuto un forte slancio nel 2008, con la speculazione sui prezzi alimentari tramutatosi in un aumento della fame, creando la crisi finanziaria in corso, e un aumento della domanda di biocarburanti.

Il furto delle terre fa gola a investitori, governi, o società, che acquistano in leasing vaste tracce di terre coltivabili al fine di esportare i prodotti di ritorno nei loro paesi, o semplicemente per speculazione finanziaria.

Il fenomeno è più diffuso è nell'Africa sub-sahariana, così come in Brasile e in Russia, e i paesi esteri maggiormente coinvolti nel rivendicare la terra sono Cina, Corea…

Tensione nel Mediterraneo orientale tra Cipro e Turchia

Il Mediterraneo, già al centro dell'attenzione mondiale per la forte discrepanza che caratterizza i popoli che abitano sulle sue coste sia a nord, nel vecchio continente che a sud, nel nord Africa, rischia di diventare protagonista di un ennesimo braccio di ferro tra Turchia e Cipro, in una disputa sull'energia che potrebbe danneggiare ulteriormente l'offerta travagliata di Ankara di entrare nell'Unione Europea, cosa che non disturberebbe la Francia contraria all'ingresso della Turchia nel blocco europeo.

Dopo il rifiuto di Nicosia di fermare le trivellazioni in collaborazione con lo stato d'Israele, alla ricerca di giacimenti di gas al largo delle coste, il premier turco Erdogan ha detto che molto presto Ankara inizierà le sue prospezioni nel braccio di mare della Repubblica turca di Cipro, nella parte settentrionale dell'isola, entità riconosciuta solo dalla Turchia, mentre non intrattiene rapporti diplomatici con il resto di Cipro, Stato membro dell'…

Scie chimiche, nuove armi di distruzione di massa?

Appena l'altro giorno sul post  "Fuga in massa di specie animali verso il Polo " ho ricevuto il commento di alcuni lettori, uno dei quali ha  accennato alle scie chimiche, uno degli argomenti assai dibattuti su Internet che però non trova sbocchi nei cosidetti mass media ufficiali (televisione, giornali...), definendoli strumenti in grado
di modificare il clima.

Corrado, questo è il nome del lettore, ha scritto "...  come persona di scienza e come docente rifiuto categoricamente questa enorme menzogna che serve a mascherare un intervento umano molto più tremendo e criminale, ovvero l'uso di armi climatiche (HAARP et similia) per modificare il clima su vasta scala e delle scie chimiche che agiscono in sinergia con le onde elettromagnetiche (diffuse appunto dalle stazioni di antenne HAARP e simili)"

Un paio di giorni dopo, sul terrazzo della mia abitazione, ho guardato il cielo e con mia grande meraviglia ho visto tracciato un reticolato quasi perfetto di b…

Spitsbergen, la mecca petrolifera della Russia

Il vasto territorio della Russia si estende su terra e mare, e anche in terre straniere. In una fetta di Norvegia, nell'arcipelago delle Svalbard, c'è l'isola di Spitsbergen, scoperta dal navigatore olandese Willem Barents che la battezzò, appunto Spitzbergen (Montagne aguzze). Sull'isola la Russia gode di diritti speciali per l'attività industriale sin dai tempi del periodo sovietico e dopo il crollo dell'URSS, la zona è diventata ancora più importante per la Russia.


Agli occhi occidentali, la statua di Lenin che incombe ancora sulla città di Barentsburg è un monumento alle fallite ambizioni sovietiche. L'insediamento, un tempo fiorente comunità mineraria, è in uno stato pietoso. Eppure, dietro la sua facciata degradata si può vedere una scritta dipinta sul muro che i russi non la stanno lasciando, anzi intendono tornarvi. Gli insediamenti russi su Spitsbergen hanno l'erba verde a causa di diversi carichi di terra nera portata in loco dalla Siberia ai …

Ci vorrebbe più sincronia a questo mondo!

Ci sono masse di popolazione mondiale che già dalle prossime generazioni saranno costrette a muoversi verso luoghi dove c'è l'acqua da bere e il cibo da mangiare. E queste sono cose che già si sanno. Si sapeva che bastava fare qualcosa di più per portare la nostra democrazia occidentale in quei paesi fortemente a rischio e noi l'avremmo fatalmente conquistati senza fare guerre preventive. Ma questo non è stato fatto.

Tutto questo poichè la sincronia della nostra esistenza sul pianeta procedeva a più velocità, veloce come un treno in Occidente, andante come una bicicletta nei paesi emergenti e lenta come una lumaca in quello che resta del mondo. (Un po' come l'Euro a due velocità. Forte in Germania e nei paesi del nord Europa, debole nei paesi che affacciano sul Mediterraneo, Francia a parte ma Italia compresa).

Abbiamo pensato che il tempo di questi popoli lenti fosse uguale al nostro tempo, e non è così! Abbiamo pensato che loro fossero dei nostri contemporanei...…

Fuga in massa di specie animali verso il Polo

Sembra che la gigantesca catastrofe mondiale, scaturita dal global warming, sia così sgradevole che impedisce alle persone lungimiranti di dover dire, perchè previsto, come in realtà stanno le cose. Sappiamo cosa ci aspetta, sappiamo che ci avviamo ai 3° di aumento di temperature del pianeta. Corrono i ghiacci sull'artico, sciogliendosi sempre più velocemente, mentre migliaia di chilometri più a sud, diverse specie animali si mettono in cammino, stanche di vivere in ambienti che non li sfamano più e nei quali non riescono più a riprodursi. Quello che ci aspetta è uno sconvolgimento gigantesco, rispetto al quale quello che sta accadendo ora ci sembrerà un'inezia.

Le temperature sempre più alte costringono gli animali a spostarsi sempre più verso nord. E questo lo si sapeva, anche se non è chiaro se ciò dipende dalle attività umane o dai cicli climatici cui il nostro pianeta è soggetto.

Almeno da 40 anni gli scienziati osservano il fenomeno, ma ora le recenti migrazioni stanno di…

La lenta agonia del lago Orumiyeh

La minaccia di una catastrofe ecologica planetaria sta per abbattersi sul terzo lago salato del mondo. Dopo la tremenda agonia del lago d'Aral, situato tra Kazakistan e Uzbekistan, è la volta del lago Orumieh, il più grande lago del Medio Oriente, nel nord-ovest dell'Iran, nella parte dell'Azerbaijan, che per responsabilità del governo di Teheran,e con lo zampino del global warming, priverà la regione di importanti risorse ittiche e turistiche, lasciando sul terreno milioni di tonnellate di sale e di sabbia salata che i forti venti presenti nel luogo trasporteranno nei campi agricoli distruggendo raccolti e ogni forma di vita. 
Ovvia la protesta di migliaia di manifestanti nelle settimane scorse a Tabriz e Orumiyeh, duramente represse dal governo iraniano, come mostrano molte pagine su Facebook. Il movimento verde invita gli iraniani a manifestare per la sopravvivenza del lago e in solidarietà con il popolo azerbaijano, allo stadio Azadi di Teheran nella giornata di oggi,…

Crisi economica: con la pancia piena si protesta meno

La corsa verso la sicurezza economica, verso investimenti anche di tipo speculativo, va ad impattare anche i prezzi di materie prime, quelle che davvero servono per la vita di tutti i giorni. Ad esempio, quelle alimentari, dove ci sono stati degli aumenti molto forti che hanno creato anche gendi sommovimenti politici nel mondo.

Con le Borse in continua altalena di titoli si stato in molti Paesi sempre più a rischio, c'è un mercato che agli investotori fa sempre più gola, quello delle materie prime. Non tanto il petrolio, troppo esposto ai cicli economici, si consuma di più quando l'economia cresce e di meno quando arriva la crisi, quanto quello delle cosidette break commodities,  ciò che serve per la prima colazione e che è utilizzabile dappertutto: materie prime come cereali, zucchero, riso e thè, beni di cui nessuno, nemmeno i Paesi in via di sviluppo, riesce a farne a meno: troppo essenziali e quindi per definizione sicuri.

L'allarme, un paio di settimane fa, l'ha d…

Spazio, allarme rifiuti

Dopo il Great Pacific Ocean Garbage Patch la montagna di plastica nell'Atlantico, capace di provocare effetti disastrosi e i rifiuti sulla montagna più alta del mondo, adesso l'allarme degli scienziati della Nasa va alla spazzatura spaziale,  che galleggia in  orbita e che ha raggiunto un livello critico  e potrebbe provocare danni fatali ad astronavi e satelliti, la quale essendo così veloce potrebbe danneggiare una nave spaziale anche solo con piccoli detriti di verniceLa NASA stima che una nube di detriti orbitali della Terra contiene più di 20.000 pezzi grandi come una palla da softball e più di 500.000 più grande di una biglia.Questi numeri stanno crescendo a dismisura. Nel 2009, ad esempio, un satellite russo e un defunto Iridium, un satellite Usa per le comunicazioni si sono scontrati tra loro e hanno prodotto almeno altri 2.000 pezzi di spazzatura spaziale.

Ad allertare l'ente spaziale, uno studio del National Research Council (pubblicato sul sito della …