Il pericolo dell' e-waste cinese



A seguito del rapido sviluppo economico della Cina, negli ultimi anni la produzione di rifiuti elettronici è cresciuta ad una velocità allarmante. Secondo "2010 United Nations Environment Program Report (UNEP)", la Cina è diventata il secondo produttore mondiale di rifiuti elettronici, con una produzione annua superiore a 2,3 milioni di tonnellate, seguendo da vicino gli Stati Uniti la cui produzione annuale di rifiuti elettronici attualmente è pari a 3 milioni di tonnellate,

Per l'Economic Information Daily, entro il 2020, il numero di computer da rottamare in Cina dovrebbe raddoppiare o addirittura quadruplicare, mentre quello dei telefonini dovrebbe moltiplicare di sette volte. Il giornale sottolinea pure che l'e-waste inquina l'ambiente e provoca danni di vario grado alla salute umana durante il processo del riciclo e l'utilizzo.

Secondo un rapporto investigativo la Cina dovrebbe aumentare la consapevolezza pubblica della tossicità nei prodotti usati a risparmio energetico, in quanto contengono elementi tossici come il mercurio e il piombo. Comparativamente, il sistema di smaltimento e riciclo delle lampade a risparmio energetico è ancora immaturo e quindi il rischio di contaminazione non può essere ignorato.

L'ufficio del risparmio energetico di Changsha dice che 0,5 milligrammi di mercurio, l'importo medio contenuto in un tubo fluorescente di risparmio energetico utilizzato, è sufficiente ad inquinare 180 tonnellate di acqua e terreno circostante. Inoltre, una lampada rotta può disperdere il contenuto di mercurio nell'aria circostante superando di gran lunga gli standard stabiliti e può anche causare danni al sistema nervoso umano.

Nel 2008, le luci a risparmio energetico sono state incluse in un elenco nazionale dei rifiuti pericolosi. Le persone sono consapevoli della loro funzione riguardo al risparmio energetico ma non conoscono molto sui pericoli tossici.

Il professore Ren Jinmin, della Renmin University of China, ha detto che sebbene l'utilizzo delle lampade ha favorito il risparmio energetico della Cina riducendone le emissioni, "il recupero di quelle lampade è diventato un problema evidente nella gestione dei rifiuti elettronici".

Il progetto "green lights", lanciato nel 2008,  ha portato all'utilizzo di 150 milioni di prodotti d'illuminazione a risparmio energetico a livello nazionale.  Ciò ha contribuito a ridurre 29 milioni di tonnellate di anidride carbonica e 290.000 tonnellate di biossido di zolfo. Ora però, con la vita media di una lampada a risparmio energetico che è di circa tre anni, i 150 milioni di prodotti stanno entrando in pensione.


A seguito della riduzione progressiva delle lampade, il consumo delle lampade a risparmio energetico ha superato 1 miliardo all'anno. Anche se la loro tecnologia è progredita negli ultimi anni, molti prodotti ancora non sono in grado di soddisfare le norme stabilite per il mercurio e il contenuto di piombo.

Per il professor Ren Jinmin, il canale di riciclaggio delle lampade a risparmio energetico è la questione più urgente d'affrontare sui rifiuti elettronici in Cina.


Per affrontare adeguatamente questi problemi gli esperti suggeriscono alla Cina di iniziare con tre aspetti: rafforzare ulteriormente la consapevolezza pubblica dell'importanza di energia riciclata, chiarire le responsabilità dei produttori, delle agenzie di pubblicità e dei venditori, e fare più investimenti nella costruzione di centri di riciclaggio e sviluppo di tecnologie di riciclaggio.

Come suggerimento, per un Paese mostruosamente popolato come la Cina, è un buon viatico verso un futuro certamente meno complicato.

Immagine: inhabitat.com