Un siluro sottomarino scandaglierà i fondali tra Caracas e Los Roques


A fare luce sull'alone di mistero che già aleggia attorno alla scomparsa del velivolo sulle acque dell'arcipelago Los Roques, Venezuela, ci penserà a fine mese, un siluro sottomarino di sette metri con strumentazione elettronica a bordo e senza equipaggio, che scandaglierà palmo a palmo 100 miglia quadrate di fondale marino.  

A fare luce sull'alone di mistero che già aleggia attorno alla scomparsa del velivolo  sulle acque dell'arcipelago Los Roques, Venezuela,  ci penserà una ricerca, in collaborazione tra Italia e Venezuela, che partirà a fine gennaio .

Più che di mistero, che ci porta a pensare subito al mistero del  Triangolo delle Bermuda,  forse si può parlare di coincidenze, visto che nello stesso giorno di 5 anni prima,  cioè il 5 gennaio del 2008, un altro aereo con a bordo degli italiani, era sparito sulla stessa rotta, senza lasciare più tracce ne del velivolo ne delle persone a bordo. Infatti, proprio questo incidente di 5 anni fa, ha messo in moto

Il numero di aerei scomparsi in Venezuela, da quando è cominciata la raccolta d'informazioni ammonta ad almeno 60 aeroplani e solo 4 o 5 episodi riguardano la rotta Caracas - Los Roques. C'è da dire che il mare che separa la costa continentale venezuelana dall'arcipelago ha profondità che raggiungono i 3000 metri, quindi un velivolo che cada più o meno a metà della distanza tra l'aeroporto di Caracas che è sulla costa e l'arcipelago finisce a 3000 metri, probabilmente in un crepaccio perchè non è molto regolare il fondo marino. ma è molto frastagliato. Di aeroplani scomparsi, dopo gli interventi di primo soccorso alla ricerca di superstiti, nel momento in cui è stato superato il tempo che consentiva d'ipotizzare che ci potessero essere ancora superstiti da salvare, le ricerche sono state abbandonate, proprio per l'estrema difficoltà  e onerosità di una ricerca di quel tipo.

Riguardo il caso del 2008, che riguarda appunto la scomparsa di un velivolo da turismo Let L-410 di produzione ceca, sulla rotta   Caracas - Los Roques con a bordo una quindicina di persone (!!!),  e che è il primo in assoluto nella storia venezuelana, dopo le ricerche di primo soccorso sono stati fatti altri due tentativi, con metodi tuttavia non scientifici che non hanno dato risultati, ha fatto si che per la prima volta il governo venezuelano abbia finanziato insieme al governo italiano una ricerca che ripartirà alla fine  di questo mese dopo 5 anni.
A bordo dell'Unità navale vi sarà il comandante Mario Pica, incaricato della ricerca, da cui abbiamo estrapolato da un servizio del TG COM, tutto quanto è scritto nel presente post, che insieme ai tecnici seguirà in diretta sullo schermo di bordo i molti dati che una unità subacquea autonoma, una sorta di siluro, trasmetterà direttamente 24 ore al giorno. L'unità subacquea esplorerà palmo a palmo per la prima volta ogni metro quadro del fondo marino nella zona di possibile impatto in mare dell'areo del 2008, che interessa almeno 100 miglia quadrate.

Dopo l'incidente di ieri, si sta già pensando di contattare il magistrato inquirente Gregorio Morales , che oltre all'incidente del 2008 (è in corso un'inchiesta penale), si occuperà dell'attuale incidente occorso alo stilista Vittorio Missoni, sua moglie e una coppia di amici. per proporgli, nel caso sorgessero nuovi elementi nei prossimi giorni a far ipotizzare la caduta in mare nella stessa zona o in zona vicina, di estendere la ricerca anche su questo secondo aereo.

Le ricerche verranno effettuate da un catamarano d'alto mare, una unità da 54 metri con 6 motori e alloggio per 46 persone. Si usa questo mezzo perché ha poco pescaggio e consente di arrivare molto vicino alla barriera sud dell'arcipelago, in acque anche poco profonde. L'unità di superficie però rimane nave madre che nella zona di ricerca che è suddivisa poi in aree più piccole verrà messo in mare una sorta di sottomarino,  un mezzo di quasi sette metri di lunghezza, senza equipaggio, autonomo, con strumentazione elettronica  caricata coi dati della missione che per 4 giorni e 4 notti navigherà lungo la rotta pianificata e che da bordo, in caso di necessità potrà essere modificata. Una parte dei segnali verranno trasmessi in tempo reale sui monitor e ogni 4 giorni verranno scaricati tutti i dati del siluro sottomarino, a cui verranno sostituite le batterie per essere rimesso in acqua per altri 4 giorni e così via. Alla fine dell'esplorazione totale verrà fatto il punto della situazione. Se nel frattempo ci saranno degli obiettivi di particolare interesse andrà giù una telecamera per fare delle fotografie e ciò porterà una certezza assoluta di quanto sarà visto. Poichè prima di mandare il siluro verrà fatta una mappatura completa del fondo marino, e il siluro sarà in grado di separarsi autonomamente dal fondo, si eviterà il rischio d'impatto con rocce o fondali, quindi danneggiamento dell'unità.

Alla fine dell'operazione si pensa di riuscire ad avere i risultati che si stanno aspettando da 5 anni, e chiarire anche l'incidente di ieri.  Se invece non si trovassero tracce, detriti o qualsiasi cosa riguardante l'aereo e i suoi componenti allora si potrebbe cominciare a pensare ad un incidente di tutt'altro genere, magari attinente a eventuali sequestri, dirottamento o forse traffici di droga

Immagine: airlineworld.wordpress.com



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