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Blue economy: a che punto siamo ? ( 3 )

Blue economy nella Ue e in Italia

La sostenibilità è un elemento chiave della politica marittima della UE. Sfruttati in modo sostenibile i nostri mari e gli oceani hanno un potenziale enorme per promuovere l'innovazione, contribuendo alla crescita della economia marina in tutta Europa. Le stime parlano di creazione di un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro entro il 2020 in Europa. 

L'idea non è male. Se il target verrà centrato potremo approfittare di mari e oceani sani che danno un lavoro sostenibile a tanti giovani. Se non ci si riesce, potremmo mettere questa preziosa risorsa a rischio e la UE non avrà saputo sfruttare la nuova economia blu. Ma io, che penso positivo, dico che andrà bene: la politica marittima è ora una parte essenziale del lavoro collettivo dell'Unione europea. Immigrazione compresa! (eppoi...non si possono più sentire notizie che parlano di naufragi, morte e disperazione... Quando ascolteremo dai media argomenti diversi, che parlano di gesta marine o di innovazioni tecnologiche nell'energia delle onde... vorrà significare che questa infinita emergenza nel Mediterraneo è stata risolta in maniera perlomeno decente.

L'Italia è uno dei paesi membri della Ue (ora ne detiene la Presidenza), che, visto i suoi oltre 8.000 chilometri di coste e la storia marina che ha alle spalle, ha maggiori possibilità di cogliere questo interessante trend ambientalista definito Blue Economy

Con la Blue Economy, per stimolare la crescita e garantire le migliori condizioni operative possibili per le imprese, ci si può rivolgere ai principali settori marittimi come l'acquacoltura, minerario dei fondali marini, la biotecnologia blu, l'energia oceanica e il turismo marittimo.

Con lo sfruttamento dell'energia del mare, ad esempio, una delle fonti rinnovabili che ancora nel 2014 costituisce appena lo 0,02 per cento della domanda europea, l'Italia ne avrebbe un grande vantaggio. Inoltre, gli incentivi messi in campo dal Governo per favorire la produzione di elettricità da impianti di energia oceanica, potranno contribuire ad un’accelerazione tecnologica anche in questo settore. 

Non da molto lo sfruttamento dell'energia delle onde, delle correnti e delle maree si sta sviluppando. Questo è possibile con la realizzazione di impianti e dispositivi sperimentali in grado di ricavare il massimo del potenziale energetico dal Mediterraneo che, a causa della sua specificità di mare chiuso, richiede tecnologie diverse rispetto a quelle utilizzate nel Nord Europa per catturare l’energia degli oceani. Vari sistemi messi a punto nel nostro Paese hanno ormai raggiunto una maturità scientifica e tecnologica che, nel breve periodo, li renderà competitivi sui mercati.
Ci rivolgiamo i principali settori marittimi come l'acquacoltura, minerario dei fondali marini, la biotecnologia blu, l'energia oceanica e il turismo marittimo, per stimolare la crescita e garantire le migliori condizioni operative possibili per le imprese. 




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Le 10 più terribili catastrofi naturali della storia

Segnaliamo in data 18 settembre 2015, il forte terremoto avvenuto in Cile, con la prima scossa di magnitudo 8.3 alle 8 di ieri sera (ora locale). L'UPDATE al 18 settembre 2015 lo trovate in fondo al post.
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10 -  Tifone Tip


I tifoni del Pacifico generalmente sono molto più potenti degli uragani atlantici. Questo, poichè l'Oceano Pacifico ha molto più acqua su cui i tifoni possono raccogliere la loro forza. Il tifone Tip è stato il più vasto e intenso ciclone tropicale mai registrato, con un diametro di  2.220 chilometri.  Fu la novantesima tempesta tropicale, il dodicesimo tifone e il terzo supertifone del 1979. Esso sviluppò la perturbazione monsonica il 4 ottobre 1979  vicino all&#…

Se non interveniamo, il clima che verrà ci creerà una montagna di guai

Secondo il World Meteorological Organization (WMO) il 2015 è stato il primo anno nella storia dell'umanità in cui la presenza di CO2 in atmosfera ha superato la soglia di 400 parti per milione, tendenza confermata anche dalle rivelazioni effettuate nei primi mesi di quest'anno. Conseguenza del fenomeno è El Nino, che ha avuto effetti devastanti in diverse parti del pianeta ma in generale sull'inquinamento.

Mr. Petteri Taalas, segretario generale del World Meteorological Organization (WMO) ricorda che senza affrontare il problema delle emissioni di CO2, non possiamo affrontare il problema del cambiamento climatico e mantenere l'aumento della temperatura al di sotto di 2 gradi Celsius al di sopra del periodo pre-industriale. " E 'quindi della massima importanza che l'accordo di Parigi che entrerà in vigore effettivamente ben prima del previsto 4 novembre crearte una corsia prioritaria per la sua attuazione", ha aggiunto.

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Antartide: si profila una lotta epica nella caccia alle balene

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