Paraguay: bisogna arrivare a crocifiggersi per far valere i propri diritti?

Nel piccolo Paraguay, una nazione, assieme alla Bolivia, senza sbocchi sul mare (i soli nell'America latina), la maggioranza della popolazione (circa 7 milioni di abitanti)
è di fede cattolica, e la croce, quella su cui è spirato Gesù, ha un forte valore simbolico.

Per questo è stata presa come simbolo della protesta da parte di alcuni ex lavoratori che si sono letteralmente inchiodati a grandi croci di legno. I lavoratori sostengono che gli sono dovuti diverse migliaia di dollari per il lavoro svolto molti anni fa nella costruzione della diga di Itaipù.

In Paraguay non è la prima volta che, per una disputa salariale si manifesta inchiodandosi alla croce. Tutto è iniziato nel 2004, quando un operaio scontento si è fatto inchiodare ad una croce. Da allora, la tattica è sempre stata utilizzata come forma di protesa da persone provenienti da vari settori. Questa forma sempre più comune di protesta è stata condannato dalla Chiesa cattolica romana.

L'ultima protesta è iniziata l'8 dicembre 2014 davanti all'ambasciata del Brasile. In tre, tutti disoccupati, si sono sdraiati su grandi croci di legno e si sono lasciati trafiggere le mani con chiodi di tre pollici. Nelle ultime settimane sono stati raggiunti da Pablo Garcete, 71 anni, e Rosa Caceres, 52 anni moglie d'un ex lavoratore della diga.

I manifestanti passano la giornata sdraiati sulle croci a terra, bevono succo, acqua e latte, mentre i volontari li curano. Dal momento che la protesta è iniziata, le temperature sono molto alte  (37 Celsius) e di notte i manifestanti vengono "schiodati" per poter dormire in una tenda.

Adesso, dopo questa drammatica crocifissione, il governo si è detto pronto ad incontrare i lavoratori il 26 gennaio per cercare di risolvere la questione. Pare che a circa 9.000 lavoratori siano dovuti 40.000 dollari di stipendio per il lavoro svolto tra il 1974 e il 1996 sulla diga di Itaipù (nella lingua del popolo indigeno Guarani la parola significa "cantare pietra."), la centrale idroelettrica sul fiume Parana condivisa da Paraguay e Brasile, e designata per la sua imponenza (alta più di un edificio di 55 piani; ferro e acciaio utilizzato nel progetto avrebbero costruito 380 torri Eiffel...) come una delle sette meraviglie del mondo moderno. La diga, uno dei più grandi progetti idroelettrici del mondo, è amministrata congiuntamente dai due paesi.
  
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