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Blue economy: il piano decennale australiano

Dopo il gran caldo di quest'ultimo periodo, che pare sia stato il più caldo degli ultimi 100 e passa anni, il sottoscritto ha l'esigenza di farsi un tuffo nelle acque blu del mare, ma dato l'impossibilità di realizzare questo bisogno, si acconterà di trattare un argomento che porta il pensiero a "rinfrescarsi un poco". E la Blue Economy, la quale nasce come un progetto per trovare 100 delle migliori tecnologie ispirate dalla Natura, che possano influenzare le economie di un mondo più sostenibile, mi sembra l'argomento adatto per il caso odierno.

Si, parliamo di blue economy in Australia, il cui ministero competente ha lanciato un piano decennale per gli investimenti e la ricerca.

"Il settore marino dell'Australia, che ha già un contributo significativo per l'economia della nazione, ha il potenziale per offrire ancora una maggiore ricchezza economica attraverso la crescita dell'offshore oil and gas production, delle fonti di energia rinnovabili, delle biotecnologie, il turismo costiero, la pesca e l'acquacoltura, ma per il futuro del nostro pianeta sono fondamentali soprattutto gli oceani, essendo essi i principali fattori del clima e del meteo," ha detto John Gunn che dirige l 'Institute of Marine Science, (NMSC) in una dichiarazione rilasciata l'11 agosto dal NMSC. Ha aggiunto che il piano decennale include alcune materie che cresceranno e sosterranno la blue economy in termini di conoscenza, tecnologia e innovazione.

Il decennale National Marine Science Plan prevede anche la mappatura sistematica della
giurisdizione marina australiana, la terza più grande al mondo, e i finanziamenti per il funzionamento della nave da ricerca nazionale Investigator 300 giorni l'anno, dagli attuali 180 giorni. Il piano è stato distillato da decine di white paper in un processo biennale che ha coinvolto 500 scienziati e "utenti finali". Il NMSC è  un organo consultivo e promuove il coordinamento e la condivisione tra le agenzie del Governo Australiano.

"I nostri oceani hanno un numero molto elevato di operatori, in particolare se si includono tutti gli Australiani che si aspettano che le loro coste e gli oceani possano essere più sani e produttivi, " ha aggiunto Gunn.

Ci sono sette grandi sfide interconnesse di fronte l'Australia. Si tratta della sovranità marina, la sicurezza energetica; sicurezza del cibo; la biodiversità, la conservazione e la salute dell'ecosistema urbano, l'ambiente costiero; variabilità del clima e l'allocazione delle risorse.

Per approfondire l'argomento vai QUI (www.theaustralian.com)
  
Immagine: www.sciencetimes.com

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