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Visualizzazione dei post da Aprile, 2015

Energia geotermica: exploit in Nuova Zelanda e Kenia

In alcune parti del mondo, in cui l'attività geotermica è alta, il calore della terra viene sfruttato per generare costantemente elettricità.

La Nuova Zelanda, che si picca d'essere il quinto produttore mondiale, negli ultimi cinque anni ha contribuito del 25 per cento al nuovo sviluppo geotermico del mondo. Lo ha riferito, dati alla mano, il ministro dell'Energia Simon Bridges al World Geothermal Congress, parlando, appunto della geotermia del Paese.

La Nuova Zelanda produce il 79,9 % della sua elettricità da fonti energetiche rinnovabili, e si prevede che il settore delle rinnovabili a livello mondiale raggiungerà i 7 miliardi di dollari d'investimenti del settore privato tra il 2012 e il 2030.

Dal 2010, in tutto il mondo la capacità totale installata da impianti geotermici è aumentata del 16 per cento - a 12.635 megawatt (MW) - ed è destinato a raddoppiare tra il 2010 e il 2020.

"Il mio paese, la Nuova Zelanda, ha contribuito di quasi un quarto di questo aumen…

Sulla strada di Parigi 2015: Addis Abeba

La#roadclimatemaptoParis è già in corsa, e secondo alcune voci "a giudicare dalle prime bozze dell'accordo di Parigi COP21* recentemente trapelate, un altro fiasco delle Nazioni Unite è inevitabile".

Mai dire mai, però!  C'è tempo per mettere a punto le nuove regole, se si usa il buonsenso, cosa di cui dubitiamo, non perché si sia pessimisti, ma poiché pensiamo che sarà difficile mettere d'accordo, soprattutto le potenze mondiali su questioni che toccano troppo da vicino i propri interessi (quantità di emissioni inquinanti). La questione climatica, sulla quale ci sta arrabattando attraverso accordi inefficaci da oltre due decenni, si risolverà il giorno in cui l'energia solare, che è quella più desiderabile, sarà in grado di sostituire egregiamente i combustibili fossili. Ancora 50 anni forse? Anche di più!

Tuttavia, prima della Conferenza sul clima di dicembre che si terrà a Parigi, a luglio ci sarà una conferenza ad Addis Abeba dove si discuteranno le modali…

Nepal: la terribile natura

La natura è bellissima ma anche molto crudele. Quando scatena le sue forze, attraverso terremoti, alluvioni, tsunami fa terribilmente paura. E non sempre bisogna attribuire la colpa alle attività umane (anche se poi l'uomo ha sempre colpa) perché la Natura ciclicamente ce lo ricorda. Solo lei è capace di compiere cose così terribili.

Il dopo terremoto di magnitudo 7.9 che ha scosso la capitale del Nepal e la Valle di Kathmandu, si sta rivelando devastante.

Si sa che l'area è al più alto rischio sismico della Terra. La collisione tra l'India e il resto dell'Asia, iniziata 45 milioni di anni fa, è tuttora in corso. L'India, prima di cozzare contro l'Asia, ha compiuto un percorso di circa 5000 chilometri da sud verso nord, nell'Oceano Indiano, viaggiando ad una velocità di circa 10 centimetri all'anno. Dopo l'inizio della collisione, il suo movimento non è terminato ma è continuato per altri 2000 chilometri. Lo scontro, come si può notare in uno scon…

Acqua: l'idea del Mit attraverso un concorso

Acqua: l'idea del Mit attraverso un concorso promosso da USAID (US Agency for International Development)

Dalle piante alle persone, ogni essere vivente su questo pianeta ha bisogno di acqua. Ma ottenerne abbastanza per sopravvivere, e sopravvivere comodamente, può essere un po 'difficile. Basta guardare il furore che si é creato attorno alle nuove restrizioni idriche in California e in Brasile, per non citare altri Stati che soffrono la mancanza cronica di acqua.

Entro il 2025, quasi due miliardi di persone vivranno scarsità d'acqua assoluta,e due terzi del mondo sopravviverà in condizioni di stress idrico.

Secondo lo UN Development Programme, più di 1,4 miliardi di persone vivono attualmente in bacini fluviali in cui l'uso di acqua è ai minimi livelli di ricarica. Nel 60 per cento delle città europee con una popolazione di 100.000 o più, le acque sotterranee vengono utilizzate ad un ritmo più veloce di quello che può essere rifornito.

Per fortuna, succede a volte, che…

Il sultanato di Omam e il gas iraniano

L'Iran fornirà all'Oman una quantità giornaliera di 28 milioni di metri cubi di gas naturale per 15 anni, attraverso una nuova pipeline che verrà realizzata nei fondali del Golfo Persico.

La scorsa settimana una delegazione  dell'Oman è giunta a Teheran per discutere con i funzionari iraniani la scelta di una società di consulenza, che avrà il compito di portare a termine gli studi di ingegneria di base su un nuovo gasdotto. Verranno anche approfondite le tematiche legate alla costruzione della seconda fase della condotta sottomarina.

I delegati dell'Oman hanno tenuto colloqui con un certo numero di aziende candidate alla realizzazione di studi di ingegneria sul gasdotto che collegherà la regione Kuh Mobarak , nella provincia di Hormozgan, in Iran, al porto di Oman’s Sohar su una distanza di circa 400 chilometri. Gli esperti dei due paesi sono stati in stretto contatto durante i mesi scorsi, sottolineando la ferma volontà di Oman e Iran nella finalizzazione del prog…

Artico: il gran lavorio russo

L'Artico fa gola a tutti ma non è per tutti. La grade sfida del freddo artico e delle sue favolegguanti risorse sarà il leit motiv dei prossimi decenni. Ma sotto sotto la sfida artica è gia cominciata e la Russia sterminata ne fa la parte del leone. Solo due aziende statali russe: Rosneft e Gazprom, hanno sempre avuto l'autorizzazione a lavorare sulla piattaforma artica costiera. 

Si pensa che la piattaforma artica contenga enormi quantità di petrolio e di gas naturale. La Russia, così come le altre quattro nazioni artiche: Stati Uniti, Canada, Norvegia e Danimarca, rivendicano le proprie posizioni rispetto quei depositi posti all'interno delle proprie zone di frontiera in mare aperto. 

L'attuale legislazione prevede che solo le imprese con oltre il 50 per cento di proprietà del governo e quelle che operano nella zona d'almeno cinque anni hanno diritto a lavorare sulla piattaforma artica. Solo i giganti dell'energia a controllo statale quali Gazprom e Rosne…

STAND UP AFRICA: energia solare in Sud Africa

SunPower ha annunciato di aver iniziato la costruzione di un impianto solare di 86 megawatt  in Prieska, nel South Africa's Northern Cape. Si presume sia pienamente operativo nel 2016. Il progetto rappresenta il terzo impianto fotovoltaico realizzato da SunPower nell'ambito del programma di energia rinnovabile del governo del Sud Africa (REIPPP: Energy Independent Power Producer Procurement Programme). Nel 2014, SunPower ha completato due progetti per un totale di 33 megawatt, situato vicino Douglas, nel Northern Cape.

"Con l'abbondanza di risorse solari affidabili convenienti, il Sud Africa è uno dei mercati solari in più rapida crescita nel mondo di oggi", ha detto Tom Werner, presidente e CEO di SunPower, fornitore globale di tecnologia e servizi energetici solari. "Siamo lieti di far crescere la nostra presenza in Sud Africa con lo sviluppo di centrali solari che consentono al governo del Sud Africa di raggiungere i suoi obiettivi sulle energie rinnovabi…

Stand up Africa: Repubblica Democratica del Congo

Iniziamo oggi una serie di post sul grande problema che rappresenta il continente africano, sulla ingiustizia di un mondo più progredito che pensa ai fatti suoi, sulla violenza perpetrata ai danni di giovani, donne e bambini la cui colpa è quella d'essere nati in Africa. Perciò, Stand up Africa, che il futuro è tutto tuo.   

Un rapporto delle Nazioni Unite avverte che nella Repubblica Democratica del Congo, il traffico di avorio, oro e legname del valore di oltre un miliardo di dollari l'anno, sta alimentando la guerra e finanzia decine di gruppi ribelli.

Gruppi criminali militarizzati con collegamenti transnazionali sono coinvolti nel contrabbando su larga scala di un business di oltre 1,3 miliardi di dollari ogni anno, dice il Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP).

Le entrate finanziare accontentano almeno 25 gruppi armati, secondo alcune stime anche 49,  che sempre più alimentano il conflitto nella regione devastata dalla guerra.

Il controllo delle …

E-waste: la questione si gonfia

Il processo di commercializzazione e la valorizzazione capitalistica ha creato una vera e propria economia dei rifiuti, ha  osservato Bit Rot Projectil sito del fotografo freelance Valentino Bellini, le cui foto potete visualizzare qui   e qua.

Nel 2012, in tutto il mondo sono stati generati 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. Con la proliferazione di smartphone, smart watch e altri dispositivi elettronici, il numero è destinato ad aumentare. Le Nazioni Unite stimano che il volume di rifiuti elettronici prodotti in tutto il mondo salirà del 33 per cento entro il 2017, raggiungendo 65.000.000 di tonnellate.

E' innegabile che il lusso moderno abbia un caro prezzo da pagare. Se i prodotti elettronici inutilizzati non restano in garage a raccogliere polvere, sono o riciclati o semplicemente gettati via.

I Paesi occidentali stanno facendo uno sforzo maggiore per elaborare il proprio e-waste. E se negli Stati Uniti i rifiuti elettronici fanno solo il 2 per cento dei rifiut…

Nepal: la diga prossima ventura

Il mondo ha sempre più fame di energia. Da essa potrebbero derivare eventuali e insidiosi grandi conflitti futuri. Specie in quella parte del mondo potenzialmente più pericolosa e instabile tra India, Pakistan e Cina, anche per via di una possibile proliferazione nucleare. Gli osservatori vedono la rivalità nucleare tra India e Pakistan come la più instabile del mondo, e l'Asia meridionale, come il luogo più probabile di un conflitto nucleare. Ma anche il più burrascoso per le riserve idriche, che il Nepal contiene in gran quantità, che ha spinto una corsa tra Cina e India ad investire miliardi sfruttandone i fiumi  e, nel caso dell'India, ad importare energia elettrica per la sua economia affamata di energia.

Conflitti feroci sopra il carbone sono in corso in tutto il mondo. Lo sostiene Richard Martin nel suo libro “Coal Wars: The Future of Energy and the Fate of the Planet”  (Guerre del carbone: il futuro dell'energia e il destino del pianeta), in cui spiega come il dec…

El Nino e lo spiaggiamento dei leoni marini in California

Solo quest'anno, circa 2.250 leoni marini,  per la maggior parte cuccioli, si sono spiaggiati sulle coste della California Meridionale. Un fenomeno peggiorato dal riscaldamento delle acque provocato dal fenomeno climatico El Niño, in procinto di fare la sua comparsa durante l'estate nell'emisfero settentrionale dopo circa 5 anni, e che ha influito sulla catena alimentare di questi mammiferi marini.

Il Centro Climate Prediction, un'agenzia del National Weather Service, nel suo rapporto mensile ha notato che le condizioni di El Nino si erano già manifestate sul finire di marzo.


Le ultime previsioni del National Oceanic and Atmospheric Association(NOAA) è che El Nino, dopo un anno di previsioni su un suo probabile sviluppo, è destinato a proseguire nei mesi estivi soprattutto nell'Oceano Pacifico.

El Nino è un'anomalia atmosferica, che consiste in un forte, ma naturale riscaldamento delle
delle temperature della superficie del mare del Pacifico, che può in…

Revisione dello stato delle foreste tropicali

Anche se non è ampiamente riconosciuto nei circoli di azione politica, il continuo degrado delle foreste attraverso luoghi come l'Amazzonia e il Borneo potrebbe essere responsabile per il 6-14% di tutte le emissioni causate dalle attività umane.

Questo è il risultato di una nuova revisione dello stato delle foreste tropicali del mondo, condotta dall'International Sustainability Unit, un ente di beneficenza sostenuta dal principe Carlo.


Il problema, dice il rapporto, richiede una nuova valutazione della politica forestale, ed é incline ad appoggiare e arginare la deforestazione come chiave per ridurre le emissioni delle foreste tropicali. Carbon Brief  esamina il ruolo delle foreste nel porre un freno al cambiamento climatico.

La deforestazione tropicale è un fattore fondamentale del cambiamento climatico. In settori quali l'Amazzonia, gli ecosistemi forestali assorbono e immagazzinano carbonio, e il loro abbattimento emette tra le 2,9 e 3,3 gigatonnellate di anidride …

Brasile: in progetto un gigantesco parco solare galleggiante

Il Brasile sta vivendo la peggiore siccità degli ultimi quattro decenni, provocando blackout elettrici in molte regioni. Le piogge degli ultimi anni, inferiori alla media, hanno esaurito le  riserve e non basta più l' abbondanza di energia idroelettrica, che fornisce più di tre quarti di energia elettrica del paese.

Diversificare le fonti di energia è diventata chiaramente una necessità per il grande Paese sud americano, che ha annunciato che entro quattro mesi, inizierà i test pilota di un gigantesco parco solare galleggiante situato in cima alla centrale idroelettrica di Balbina in Amazzonia. Non è ben chiaro come sarà fisicamente la grande fattoria galleggiante, ma l'enorme centrale coprirà 2,360 chilometri quadrati.

Con una capacità di 350 megawatt, l'ambizioso progetto brasiliano diventerà il più grande parco solare galleggiante del mondo. Parchi solari del genere sono già installati in India, Corea, Australia, e anche Stati Uniti. Attualmente il più grande è i…

Il lago tossico derivante dalla nostra sfrenata vita

Nella Mongolia interna(Inner Mongolia), la regione autonoma della Repubblica Popolare Cinese nel nord del paese, precisamente nella città industriale di Baotou, esiste un lago tossico derivante dalla trasformazione di tutti quei fottuti materiali che occorrono per allietare la nostra insensata vita.

Prima delle fabbriche, erette sul finire degli anni '50, su quella terra c'erano angurie, melanzane e pomodori. Oggi, c'é un odore di zolfo nauseabondo che ti fa sentire come se fossi all'inferno.

Un clima terribile, inquietante, ha detto Tim Maughan che ha viaggiato con un gruppo di ricerca, per conto della BBC, nella remota città industriale di Baotou. Più preoccupante è stata la sua visita al lago artificiale pieno di fanghi tossici, derivanti dalla lavorazione di minerali delle terre rare, in un impatto ambientale terrificante.

Questo luogo terribile é il sito di una delle più grandi produzioni di minerali delle terre rare del mondo. Qui gli impianti di trasformazion…

Stati Uniti: veterani militari impiegati nel settore dell'energia solare

Una delle piaghe della società americana é la vita ai margini di molti veterani militari. Adesso il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, al fine di produrre più energia dal sole e ridurre l'inquinamento, giunto nello Utah, ha annunciato che è stato fissato un obiettivo dal Dipartimento dell'Energia di formare 75.000 lavoratori nel settore dell'energia solare entro il 2020 (25 mila in più rispetto a quanto detto nel maggio scorso).

"Sto annunciando un nuovo obiettivo di formare 75.000 lavoratori ad entrare nel settore dell'energia solare entro il 2020." ha detto Obama presso la Hill Air Force Base. "Come parte di questo, stiamo creando il programma “Solar Ready Vets” che ha avuto già un certo successo nell'iniziativa pilota stabilita nel corso degli ultimi anni.

Questa iniziativa verterà soprattutto sul reinserimento dei veterani militari nella società civile. Verranno addestrati arricchendoli di nuove competenze del settore privato che l…

CubeSats: l'innovazione tecnologica satellitare che porta fuori dal silenzio globale

In un mondo in cui gli abbonamenti al telefono cellulare equivalgono all'incirca al numero della popolazione mondiale, ove, attraverso un dispositivo cellulare è possibile vedere in tempo reale quello che accade anche nella tua stanza da bagno, o ovunque ti trovi nel mondo, per le strade, negli edifici, nei parchi, sulla spiaggia... inimmaginabile pensarlo sino a una decina di anni fa, il livello di connettività che utilizziamo, in realtà, presenta gravose lacune nel sistema satellitare tradizionale, messe in evidenza, specie, negli oceani.

I satelliti a cui ci affidiamo oggi hanno un impatto su tutto, dalle previsioni meteorologiche per la fornitura di logistica della catena di produzione, e in genere raccolgono una massa d'informazioni da ogni luogo della terra. Tuttavia, questo sistema lascia fuori della sua portata tre quarti del pianeta, coperto soprattutto da oceani e aree remote, come territori inesplorati.

Ma che tipo di incognite esistono in questi luoghi non co…