Incubo marea nera nel Golfo del Messico

La struttura di acciaio e cemento alta 4 piani che gli ingegneri della BP stanno piazzando nel mare, potrebbe fare la differenza nel pagamento di un conto salatissimo per la bonifica, che, qualora funzionasse, potrebbe far risparmiare alla compagnia petrolifera, responsabile del grave incidente scaturito dalla piattaforma al largo del Golfo del Messico, dove hanno perso la vita 11 persone... ben 12 miliardi, portandolo da 14 miliardi a 2 miliardi di dollari. 

Entro lunedì i tecnici proveranno a calare la struttura sino ad una profondità di 1500 metri, un'operazione mai tentata prima, che proverà a contenere la fuoriuscita di petrolio nel Golfo, la quale sta provocando l'enorme marea nera.

Tuttavia, nessuno ha ancora nessuna idea di quali conseguenze avranno sull'ambiente l'economia e il turismo della regione questi milioni di litri di greggio galleggiante. Il danno ambientale è gravissimo, e tocca le industrie ittiche e le riserve naturali di Louisiana, Mississipi, Alabama e Florida.
 

Se la perdita sul fondo aumenta e il petrolio viene catturato dalla Corrente del Golfo allora i danni sarebbero davvero incalcolabili. La marea nera sarebbe trascinata intorno alla Florida e poi su lungo le coste orientali degli Stati Uniti. E' lo scenario peggiore, per il momento scongiurato dalle fotografie dei satelliti che mostrano la chiazza oleosa ferma sempre lì dove tutto ha avuto inizio. Anche l'impatto sulle coste della Louisiana sinora è stato minimo e le sostanze chimiche spruzzate dall'alto sono riuscite a respingere il petrolio.



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