Cina: la profezia di Napoleone

Gli storici dicono che nel 1803, guardando la mappa del mondo, Napoleone si soffermò sulla Cina, paese lontano e poco conosciuto, dicendo: "Qui giace un gigante addormentato. Lasciatelo dormire, perchè quando si sveglierà scuoterà il mondo!".

Napoleone basava le sue preoccupazioni sulle relazioni ricevute da missionari gesuiti che si erano insediati in Cina già da due secoli. Alcuni di essi erano informatori dell'imperatore nella Città Proibita. Il loro rapporto era basato su versioni medioevali del mondo moderno.

Nel 1404, un famoso esploratore cinese, l'ammiraglio Zheng-He, un eunuco, condusse una flotta di 317 enormi giunche, alcune a sei alberi, con più di 100 metri di lunghezza e un equipaggio complessivo di 28.000 uomini. La flotta girava tra l'Asia e l'Africa con sete, porcellane ed altri preziosi carichi, dando parvenza di una nazione già potente.

Oggi, l'egemonia declinante degli Stati Uniti accellera, in un certo senso, le ambizioni neoimperiali della Cina, la quale sta allargando la sua presa tentacolare sui paesi vicini, India in primis, la quale sembra molto preoccupata della diplomazia muscolare che lo scomodo vicino sta attuando nei suoi confronti, visti gli attuali attriti di frontiera, in verità dispute di confine di lunga data, la cui origine risiede nel desiderio della Cina di consolidare la propria posizione sul Tibet, a spese, appunto, dell'India.

Oltreciò, anche l'irrefrenabile accaparramento di risorse naturali che sta compiendo nel mondo, in particolare nel continente africano, non lascia dubbi circa il fatto che la Cina sarà la protagonista assoluta dell'inizio di un nuovo capitolo della storia dell’umanità.

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