L'alba del nuovo impero

Mi è sempre piaciuta la geografia. Quando ero un giovanissimo studente spesso mi facevo bello coi compagni e i professori, chiedendo loro di mettermi alla prova, interrogandomi sulle capitali del mondo. In verità, forse ne conoscevo circa una cinquantina, non di più!

Probabilmente il periodo storico del 1700 è quello mio preferito, soprattutto perchè era il tempo della primissima globalizzazione: grandi viaggi via mare con velieri maestosi carichi di merci e d'individui pronti a conquistare il tanto spazio a disposizione che il mondo offriva, via terra e via mare...

Ergo dunque, che scaturisce da qui la mia passione verso la geografia, tramutatosi col tempo in geopolitica, materia con la quale tenterò di affrontare un viaggio, nel tentativo di provare a capire dove si sta spostando l'asse strategico del pianeta.

A questo viaggio, che man mano scriverò su questo blog, darò il titolo "L'alba del nuovo impero", poichè credo che nei prossimi 10, 15 anni... a riguardo, ne vedremo delle belle!

Cominciamo.

Nel primo decennio del XXI secolo, in concomitanza con l'orribile attentato del 2001 alle Twin Towers di New York, l'egemonia dell'impero statunitense è cominciata col declinare, mettendo in moto un crepuscolo irreversibile, dopo oltre un secolo di supremazia mondiale.
 
In questo periodo la geopolitica del pianeta, dall'Atlantico, si è spostata inesorabilmente nell'Oceano Indiano e nel Pacifico, dove paesi emergenti quali Cina e India scaldano i motori, pronti a ghermire l'invadenza statunitense, specie nell'Oceano Indiano, da dove gli USA vorrebbero spiccare il volo per ghermire a loro volta, quei luoghi benedetti da un dio capitalista, ricchi di gas e petrolio.

Da quelle parti però gli USA si troveranno a dover fare i conti con l'avversario che ha già dovuto fronteggiare nella seconda metà del secolo scorso, ieri URSS oggi Russia, il quale, sta spendendo miliardi di dollari nel tentativo di assoggettare l'Europa ai suoi prodotti energetici, attraverso il progetto  North Stream, una linea di 1200 chilometri, che parte dalla Russia, attraversa il Mar Baltico e arriva in Germania, sufficiente a fornire 25 milioni di famiglie europee, ed il progetto concorrente South Stream, che parte in prossimità di Novorosiysk, sulla costa russa del Mar Nero, arriva a Varna, in Bulgaria, da dove poi dipartono due oleodotti, uno verso la Grecia e l'Italia meridionale, e l'altro via Austria e Nord Italia attraverso Serbia, Croazia e Slovenia.
 
South Stream si trova però a dover fronteggiare la forte concorrenza del progetto Nabucco, un gasdotto che dovrebbe diventare operativo nel 2014, capace di trasportare 31 miliardi di metri cubi di gas l'anno, che aprirà un corridoio meridionale tra il Mar Caspio e l'Asia Centrale, bypassando la Russia, giungendo direttamente in Europa attraversando Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria. Rispetto a South Stream, la strategia commerciale di Nabucco sta ottenendo vantaggi comparativi.
 
Per Ucraina e Turchia, i due paesi dirimpettai sul Mar Nero, la realizzazione di Nabucco è ritenuta di vitale importanza.

In questa calda area del mondo, ricca di giacimenti di gas e di petrolio, da cui dipendono miliardi di persone, l'entrata in gioco della Turchia è un punto a vantaggio del più grande giocatore, gli Stati Uniti. La Turchia, infatti, è motivata a riempire il vuoto a sinistra e a combattere un Islam radicale, sebbene siano in molti a sostenere che il governo turco sia islamista.

Alla prossima, allora! 

L'alba del nuovo impero 2



 

 
 

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