Quella discarica (o centrale fotovoltaica) non s'ha da fare!

Sebbene si apprezzi l'impegno, non sarà solo il SEL (Sinistra Ecologia e Libertà) o Rifondazione comunista o ancora il movimento 5 Stelle a ribadire quanto sia inappropriata (per non dire obrobriosa) l'idea di fare di Torre Astura, attualmente un'area dall'enorme valore ambientale e storico nei pressi di Nettuno, una puzzolenta discarica che serva a risolvere il problema dei rifiuti laziali, o anche (lodevole l'idea vista la situazione energetica del Paese), un'immensa centrale fotovoltaica sui 70 ettari di quello che fu un poligono militare. Riguardo ciò, la decisione finale non è stata ancora presa, ma la posta in ballo è davvero alta, scrive Reporter, la voce del mare di Roma.

Torre Astura per il sottoscritto rappresenta un qualcosa di paradisiaco. Essa rappresenta uno degli ultimi lembi di quella gigantesca macchia mediterranea che un tempo si espandeva da Napoli a Roma. Torre Astura è passata alla storia per essere stato il luogo dove nel 1268 si rifugiò Corradino di Svevia dopo essere stato sconfitto a Tagliacozzo, la cui fine si consumò nell'attuale Piazza del Mercato di Napoli, dove fu decapitato.

Proprio a Torre Astura, a metà degli anni '70 trascorsi 15 giorni in completa solitudine accampandomi con la tenda, portandomi dietro uno zaino ricolmo di scatolette, una grande tanica d'acqua e Book, un lupo sciocco e stravagante che mi rubava sempre gli zeppi la sera quando mi mettevo ad accendere il fuocherello. Alle mie spalle c'era la pineta con ancora le buche formate dalle cannonate durante lo sbarco di Anzio... mentre a circa un chilometro, un chilometro e mezzo dalla Torre, nei pressi d'una casa colonica vidi affiorare dall'acqua i resti di antiche vestigia romane (la zona era sede di ville già dal I secolo a.C. Una tra queste fu di Cicerone)...

Per mia fortuna, nelle vesti di un moderno Robinson Crusoe, mi ero accampato in una zona con un presidio militare... me ne accorsi vedendo le vedette da lontano. Solo la domenica veniva qualche barca dal mare con gente che si dedicava al nudismo per qualche ora... Con le vedette mi sentivo più tranquillo... e mi furono molto d'aiuto quando finii l'acqua da bere. Allo scadere del 15esimo giorno tornai sulla strada dove c'era chi mi era venuto a prendere e tornai a casa con molta nostalgia.

Ma bando ai ricordi! Quello che mi lascia perplesso è che a volere la discarica in un luogo così bello sia l'attuale ministro dell'Ambiente, e per molto tempo direttore generale del ministero stesso, Corrado Clini.

Capisco l'interesse della Regione Lazio o del prefetto di Roma, che con questa soluzione si toglierebbero dalla testa una delle mille preoccupazioni che li assillano nell'ambito delle loro importanti cariche, ma il ministro dell'Ambiente e sottolineo AMBIENTE, tra l'altro pure mio concittadino... be' non me lo sarei mai aspettato.


Immagini: www.nettunocitta.it  -  affaritaliani.libero.it

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