Rifiuti tossici: e anche stavolta l'Italia...


Probabilmente non è una notizia fresca di giornata, ma credo valga la pena postarla, non fosse altro per assicurarci che anche in questo caso il nostro Bel Paese non si lascia mancare proprio niente.

Dalla mappatura sui crimini ambientali che l'ONU per la prima volta sta tracciando proprio in questi giorni, il dato più rilevante che c'interessa è che degli ottantotto casi di traffico internazionale di rifiuti tossici presi in esame tra il 2005 e il 2010 in tutto il mondo, settantacinque vedono coinvolta l'Italia.

E' dagli anni 80 che la criminalità organizzata ha fatto del traffico di rifiuti tossici un business miliardario in Italia e nel mondo, secondo una direttrice sempre uguale: far convergere i rifiuti tossici nel sud del mondo. Esiste una convenzione che vieta espressamente che i paesi del nord del mondo usino il sud del pianeta come discariche dei loro prodotti.

La Commissione Europea ha chiesto alla Corte di giustizia di condannare l'Italia ad una multa di 56 milioni di euro per non aver rispettato la sentenza del 2007 che obbligava la bonifica di centinaia di discariche illegali e Bruxelles c'impone d'inasprire leggi in materia ambientale. Bruxelles, oltre alla multa milionaria chiede alla Corte un'ammenda di 256mila euro per ogni ulteriore giorno di infrazione.

Un disegno di legge che è stato presentato nell'aprile del 2007 introduceva un apposito titolo del Codice penale che era dedicato proprio ai delitti contro l'ambiente, ad esempio il disastro ambientale, che è la sua forma dolosa e colposa.

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