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Affari e tecnologia a gonfie vele tra India e Israele

A differenza dei sberleffeggianti rapporti diplomatici che intercorrono tra il nostro Paese e l'India, che, oltre la questione dei nostri due marinai La Torre e Girone, si porta dietro anche la commessa "tangentenziata" volata via a Finmeccanica, sono invece sorprendentemente idilliaci, anzi, cresciuti esponenzialmente, i legami che India e Israele coltivano da un po', assai diversi dal tempo in cui vigeva la guerra fredda e ancor prima, quando il gigante asiatico era più strettamente alleato con l'Unione Sovietica e il mondo arabo; nel 1938, al tempi del Mahatma Gandhi venne criticata l'istituzione di uno stato ebraico.

Il fascino dell'India, il suo grande mercato, beni e servizi meno costosi e un ambiente rilassante sono le cose che piacciono agli israeliani, mentre lo spirito di impresa e di innovazione, tecnologia e affidabilità, come nel settore delle armi e agricolo, interessa l'India.

Lo scorso settembre il Primo ministro indiano Narendra Modi ha incontrato Benjamin Netanyahu a New York: primo incontro tra i due primi ministri dopo più di un decennio.

D'allora, India e Israele hanno contraccambiato più volte visite di alto livello.

Per aumentare la cooperazione agricola tra i due Paesi è andato in visita in India l'ex presidente Shimon Peres. Se nel contesto delle relazioni bilaterali vengono in mente subito le aree di difesa e sicurezza, con commesse milionarie, anche l'agricoltura è un settore di cui l'India apprezza il know-how israeliano. Infatti, dopo la visita in Israele del Primo Ministro indiano Narendra Mod, che assistette all'irrigazione a goccia, subito ha proposto l'utilizzo dell'irrigazione a goccia e la micro irrigazione per migliorare il volto dell'agricoltura nel Gujarat.

Quasi il 70% della popolazione indiana si impegna in agricoltura. E molti stati sono impegnati in cooperazione con il know-how agricolo israeliano, una collaborazione di progetto, iniziata nel 2008. Questo è il più grande progetto di sviluppo bilaterale di Israele nel mondo. Esso mira a istituire 29 centri di eccellenza per l'agricoltura in 9 stati. Cinque sono in piena attività e negli ultimi due mesi ne sono stati inaugurati altri in tre stati. Non c'è da stupirsi allora che la persona che recentemente ha assunto l'incarico come nuovo ambasciatore di Israele in India - Daniel Cameron - sia l'ex capo di MASHAV (Agency for International Development Cooperation in the Ministry of Foreign Affairs).

In seguito, il primo ministro indiano e il ministro dell'Agricoltura israeliano Yair Shamir hanno unito le loro forze per dare più slancio ad una collaborazione crescente di lavoro in pratiche agricole, commercio e sicurezza alimentare orticola.

In corso tra i due Paesi già vi è una cooperazione in Cyber Security, cultura e istruzione.

Ma il business e l'interscambio procede anche su altri binari: dai missili all'irrigazione, dall'energia alla cibernetica.  Un impianto per una mega desalinizzazione con tecnologia israeliana è previsto per la città meridionale indiana di Vishakhapatnam, sulla linea esistente di quella in Gujarat.  .

I due paesi presto stileranno un primo accordo per la cooperazione nel settore delle energie rinnovabili. L'India, che attualmente importa l'80% del suo fabbisogno energetico, è sempre più concentrato sulle energie rinnovabili. Nel contempo, Israele sta cercando investimenti indiani per le sue riserve di gas nel Mediterraneo.

Il commercio bilaterale tra i due Paesi si attesta sui 5.000 milioni dollari di dollari, escludendo la difesa. Proprio il caso di dire che le cose vanno a gonfie vele.

Immagine: www.matimop.org.

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