E' iniziata la Conferenza sul clima di Parigi

Ci siamo. Inizia oggi ufficialmente la XXI Conferenza Onu sul clima che durerà 12 giorni. Il Presidente francese Hollande e il segretario generale Onu Ban Ki-moon sono arrivati a Le Bourget per dare il benvenuto ai 150 leader di tutto il  mondo che partecipano all'importante appuntamento.

Ma in un certo senso il grande evento è cominciato ieri in una Place de la République piena di scarpe, circa 22 mila, posate in ordine, per terra, in un angolo della Piazza, sotto gli occhi sbalorditi d'una angelica Marianne che svetta dall'alto del monumento a lei dedicato al centro della piazza. Indossa una toga e nella mano destra tiene un ramo di ulivo mentre nella mano sinistra le tavole della legge.

Tra quelle scarpe ci sono anche quelle di Papa Francesco, consegnate personalmente da un cardinale brasiliano amico del Pontefice argentino. Essendo vietata qualsiasi manifestazione, per fatti contingenti, ovviamente, le scarpe sono state posate in ordine in un angolo, a voler sottolineare una presenza sul suolo in un momento così difficile, come quello delle ultime settimane.

In precedenza c’è stata una catena umana allegra, anche lungo Boulevard Voltaire, allestita da molti, che pur vivendo un presente politico insopportabile sembrano voler esorcizzare un futuro nebuloso. Sono giovani in maggioranza, studenti, operai, non solo francesi che si sono tenuti per mano . Coloro che erediteranno le sorti di un pianeta in balia di eventi maligni: uragani, incendi, siccità, inondazioni, un pianeta che ha bisogno di molte cure e ci vorrà un miracolo per tenerlo fuori dalla sala di rianimazione.

Per questo i manifestanti sono indispettiti nel non poter manifestare come avrebbero voluto. Non vogliono che siano gli Stati a dover risolvere il problema climatico perchè, a loro dire, si comportano come le multinazionali che guardano sempre e solo al profitto, benché qualcuna di queste multinazionali, come la Norvegese Statoil, ha visto il suo CEO Eldar Sætre lanciare una sfida ai 22 mila dipendenti della società a fare di più per affrontare la sfida del clima.

A metà giornata, sempre ieri, nell’imponente Centro culturale del mondo arabo è andata in scena una riunione che prova a rassicurare: tutti i musulmani di Francia, le grandi moschee, imam di periferia, cittadini comuni sono li a firmare un manifesto contro il terrorismo e per la repubblica francese.

Contemporaneamente però, dall’altra parte della città le scarpe della protesta silenziosa vengono spazzate via. Qualche centinaio di dimostranti rompe l’incantesimo che si voleva dare alla piazza e alla città intera.

Da due settimane Place de la République é stato il luogo dove i parigini si sono fermati per il dolore, per il lutto per  le vittime degli attentati del 13 novembre. I giovani inneggiano alla libertà sotto il monumento dove ci sono ancora le foto e i biglietti che ricordano le vittime del fatale giorno. C’è chi tenta di toglierle e in parte molte foto e biglietti vengono tolti e gettati in terra altrove. Ma poco dopo c’è stato qualcuno che ha tentato di risistemarle dov’erano perché quelle sono testimonianze di un dolore impossibile da cancellare.

COP21: il primo giorno

Immagine: www.routard.com