Italia: la cementificazione che avanza ci toglie da mangiare

Circa un secolo fa, prima dell'avvento del contadino tecnologico, nessuna società poteva permettersi di sottrarre braccia ai campi. In Italia, la stragrande maggioranza della popolazione viveva nei campi e da essi traeva da mangiare.


Poi dal settore primario si andò ad affermare il mondo delle industrie. Ai giorni nostri è il terziario, cioè Servizi, trasporti e comunicazione a farla da padrone. E i campi hanno perso la loro reddittività. Poi se si aggiunge la cementificazione che avanza sempre più...

Oggi l'Italia ha perso la superficie agricola pari a quella della Slovacchia (circa 5o mila km2) e ogni giorno 100 ettari di terreno vengono cementificati e impermeabilizzati. Solo negli ultimi 40 anni la superficie agricola è diminuita del 28%. Si sono persi 5 milioni di ettari di agricoli: si è passati da una superficie coltivata di 18 milioni di ettari meno di 13 milioni.

Se diminuisce la superficie coltivata si mette in gioco la produzione degli alimenti base della nostra alimentazione e le zone pianeggianti, quelle con maggiore vocazione agricola, come dice il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, sono anche quelle più a rischio.

Il nostro paese produce circa l'80% del proprio fabbisogno alimentare ma se si continua in questo modo, come già succede con l'energia, per l'approvvigionamento delle risorse alimentari dipenderemo sempre più dall'estero, che in 20 anni è già aumentato di quasi 10 punti percentuali.

Dice il ministro: "Si continuano a perdere terreni agricoli in una situazione in cui siamo già fortemente deficitari in termini di produzione alimentare. Già oggi noi dobbiamo importare in modo massiccio prodotti alimentari perchè altrimenti un italiano su 5 non avrebbe da mangiare".

Le riduzioni maggiori riguardano le superfici da cui dipendono le produzioni di pane, latte, pasta, riso, verdure e carne.

Ecco quindi che per interrompere questo gravissimo trend il ministro Catania ha messo a punto un disegno di legge con una serie di interventi per limitare la possibilità di edificare sui terreni agricoli, ridando perciò valore all'economia agricola e far si che i contadini non siano costretti a svendere i propri terreni perché il guadagno è irrisorio.

Immagine: salviamoilpaesaggio.it - 

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