Mali: una guerra inspiegabile?

Dopo la guerra in Libia, ancora una volta la Francia (con una spinta da Washington) trascina la Ue in una nuova guerra neocolonialista nel Mali, contro i fondamentalisti islamici che hanno occupato questo paese.

Ora, che si sostenga che le ragioni dell'intervento siano tutte all'interno del "quadro del diritto internazionale"... beh, lascia molti dubbi! Oppure che sia dipeso dal fatto che i combattenti di Al-Qaeda abbiano distrutto i  mausolei di Timbuktu nel Mali settentrionale, patrimonio mondiale dell'UNESCO, con l'intento di difendere la purezza della loro fede contro l'adorazione degli idoli... anche qui sorgono dubbi.

Sappiamo che la Francia è uno dei più importanti paesi neocolonialisti (vedere immagine) e, come si dice sul sito di un liceo, è alla ricerca di prestigio a livello internazionale e di nuovi commerci esteri. Le industrie (specie quella nucleare) hanno bisogno di materie prime e di uno sfogo per la mano d’opera. Come conseguenze del colonialismo, l’economia di sfruttamento della Francia porta ad un impoverimento del terreno specializzando certi stati solo su alcune colture. Tuttora l’economia degli stati colonizzati continua a dipendere dalla Francia. 

E il Mali, paese indipendente (si fa per dire) tra i più poveri al mondo, con un territorio maggiormente desertico, è nelle spire del neocolonialismo francese.  


Ci sono però molte risorse in Mali. Sappiamo molto di oro e uranio. Quei due sono fondamentali. 
Si pensa che la maggior parte dei depositi siano nella parte sud del Paese, anche se, si sa, quando Gheddafi era al potere, soprattutto durante l'amministrazione Reagan, c'erano un sacco di problemi tra lui e gli Stati Uniti che avevano a che fare con i giacimenti di uranio attraverso il deserto del Sahara. Quindi, probabilmente l'uranio (indispensabile per l'industria nucleare) è anche nel nord del Mali.
Ma in Mali ci sono anche diamanti, minerali di ferro, bauxite e manganese: risorse significative ma ancora non sfruttate. Secondo le stime il Mali ha più di 2 milioni di tonnellate di potenziali riserve di minerale di ferro situati nelle zone di Djidian-Kenieba, Diamou e Bale. Ma anche di bauxite, si pensa circa 1,2 milioni di tonnellate presso  Kita, Kenieba e Bafing-Makana.

L'oro e l'uranio sono le risorse chiave in Mali come il petrolio lo era in Libia (in Siria sono gli olivi!!!)

Chissà che non dipenda da tutto ciò quello che sta accadendo nel povero paese africano ?


Immagini: forum.nationstates.net - wikipedia

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