Raffica di omicidi tra gli attivisti ambientali

Gli attivisti ambientali non hanno una vita facile e difendere l'habitat di piante e animali sta diventando un'attività molto pericolosa.

In una recente intervista radiofonica rilasciata ad una emittente del Costa Rica, il leggendario Paul Watson, fondatore dell'organizzazione ambientalista Sea Shepherd ha detto cose molto gravi.

L'organizzazione ambientalista ha chiesto al governo del Costa Rica di unire le loro forze per combattere insieme la guerra contro il finning (spinnamento) e il bracconaggio delle uova di tartaruga nelle acque e sulle spiagge del Costa Rica, sperando, tra l'altro, di convincere il governo a far rientrare il capitano Paul Watson, che nel Paese, per una situazione giuridica assai delicata, rischia la prigione ed ha una taglia sulla sua testa.

Gli speakers dell'emittente radiofonica Overseas Radio Network hanno posto diverse domande al Capitano Watson tra cui il suo pensiero sull'omicidio dell'attivista ambientale Jairo Mora, avvenuto nelle acque del Costa Rica per motivi ancora da chiarire. Jairo aveva 26 anni ed è stato certamente un esempio per i giovani di tutto il mondo, ha detto Paul Watson, precisando, inoltre, che l'organizzazione è interessata alla vita degli attivisti ambientali di tutto il mondo.

Nel proseguio dell'intervista il leggendario capitano ha poi snocciolato una serie d'informazioni per lo più sconosciute alla maggior parte del pubblico. Secondo lui, una strage silenziosa sta avvenendo nel  mondo degli attivisti ambientali. In dieci anni sono avvenuti 908 omicidi, nel silenzio quasi generale. Una vittima ogni quattro giorni, ed un altissimo tasso d'impunità: solo 10 autori sono noti per essere stati condannati tra il 2002 e il 2013, poco più di uno per cento sull'incidenza globale degli omicidi. Gli omicidi su persone che tutelano l'ambiente e si occupano dei diritti della terra sono nettamente aumentati tra il 2002 e il 2013. Il 2012 è stato l'anno peggiore: 147 omicidi, quasi tre volte in più rispetto al 2002.

Secondo Global Witness i fattori chiavi di tale mattanza sono da ricercare nelle controversie in materia di registrazione industriali, minerarie e diritti sui terreni. In questa brutta storia sono coinvolti 35 Stati: in testa il Brasile, ma di molte nazioni non si hanno notizie.

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