Africa, guai a non finire: è la volta della peste in Madagascar.

L'Africa sta diventando un laboratorio globale da cui dipartono atrocità di ogni genere. Se andiamo a vedere poi le ragioni di tali aberranti azioni, ci accorgiamo che esse hanno avuto inizio con l'antico schiavismo, risalente ai tempi della dominazione olandese nel sud dell'Africa, che giunge sino ai giorni nostri; ignoranza culturale, connessa in qualche modo allo scandaloso egoismo del primo colonialismo e neocolonialismo attuale, in cui, invece di aprire scuole, istituti ed altro per far studiare e istruire i giovani africani, si è pensato invece al sistematico svuotamento di risorse del sottosuolo africano, ricco di petrolio, gas, animali da cacciare e souvenir vari (ossa, zanne, pelli...), oro e diamanti, la cui vendita spesso va a finanziare qualche conflitto nel continente, ora ad esempio è in auge quello nella Repubblica Centrafricana. C'è poi il fermento religioso, maggiormente di matrice islamista, che sta irrompendo un po' ovunque nel continente, assieme a tanta rabbia, una gran voglia di rivalsa verso coloro che han fatto soffrire la prolifica gioventù africana, parte della quale da un po' di tempo sta sbarcando in massa sulle nostre coste.

Estremamente attuale è poi l'emergenza sanitaria. Ebola, ad esempio, che ha avuto inizio lo scorso marzo in Senegal, Sierra Leone e  Guinea, uno dei paesi più poveri del mondo, nonostante una vasta ricchezza di minerali non sfruttati, con disoccupazione giovanile al 60 per cento e al 178° posto tra 187 paesi nel range dello UN's Human Development Index, è sotto i riflettori a causa delle dimensioni e dell'impatto dell'epidemia dell'Africa occidentale, ma focolai più piccoli - da peste a poliomielite - sono tuttora presenti nel continente nero.

Ora, un'altra emergenza sanitaria sta prendendo piede nella più grande isola dell'Africa (più di una volta e mezzo l'Italia), che si trova nell'Oceano Indiano al largo delle coste del Mozambico ed è popolata da più di 20 milioni di abitanti. il Madagascar, in cui una recente epidemia di peste ha già causato 47 decessi. La malattia batterica si sta diffondendo attraverso il paese. Nella capitale Antananarivo sono state infettate due persone. Le autorità del Paese dicono che stanno cercando di contenere un focolaio di peste simile alla peste nera che ha travolto l'Europa medievale.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha confermato l'invio di operatori sanitari per disinfettare baraccopoli nella capitale. "C'è il rischio di una rapida diffusione della malattia a causa della città ad alta densità di popolazione e la debolezza del sistema sanitario," si legge in una dichiarazione dell'OMS del 21 novembre. Solo la tempestività degli interventi potrà cambiare il decorso dell’epidemia, precisa l’Oms, che non vuole rivivere gli stessi scenari emergenziali avuti con Ebola in Africa dell’ovest.

La malattia batterica sta creando molti problemi all' isola. La situazione sta diventando più complicata a causa della resistenza che le mosche hanno sviluppato all’insetticida usato per sterminarle. Il batterio della peste che si sviluppa nei ratti, infatti, è veicolato proprio dalle mosche. Nell’uomo questo si sviluppa sotto forma di peste bubbonica e se il batterio attacca i polmoni pora poi alla polmonite e diventa trasmissibile attraverso la tosse, sviluppando il gonfiore dei linfonodi, curabili con gli antibiotici.

Immagine: www.washlaw.edu/ - world.time.com/

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