Passa ai contenuti principali

Gabon: il piccolo paese africano che crede nella Blue economy

Si è appena concluso a  Sydney in Australia, il World Parks Congress, un forum globale sulle aree protette che si svolge ogni 10 anni. Il covegno ha attirato più di 6.000 delegati provenienti da 170 paesi, e si è parlato di oceani. Un decennio fa al World Parks Congress in Durban, South Africa gli obiettivi sono stati fissati per gli aumenti di quantità e qualità delle aree protette in tutto il mondo.

Gli oceani sono il cuore blu del pianeta, ma la protezione marina è rimasta indietro.

Gli oceani immagazzinano un vasto quantitativo di carbonio, tamponano il clima, guidano il tempo, e forniscono cibo per miliardi. Ma solo un terzo dei paesi del mondo hanno protetto più dell'uno per cento delle 200 miglia (322 chilometri) delle zone economiche esclusive intorno alle loro coste, mentre la porzione di mare off-limits per lo sfruttamento rimane irrisorio.

"Tradizionalmente, le aree protette sono viste come l'ultima linea di difesa contro una impronta umana in espansione", ha detto Achim Steiner, direttore esecutivo del Programma Ambiente delle Nazioni Unite, nel discorso di apertura del congresso. Invece tali luoghi dovrebbero essere visti come la "prima linea nella definizione di un rapporto costante tra l'umanità e la natura."

Proteggere la natura è  visto come una tassa per lo sviluppo economico, ha detto Steiner, che ha sostenuto che i luoghi protetti offrono un forte ritorno sugli investimenti in termini di benefici sociali ed economici. Ha citato l'esempio del Great Barrier Reef Marine Park australiano che per amministrarlo costa circa 50 milioni di dollari mentre genera ogni anno più di 5,2 miliardi dollari dal turismo. Eppure pochissimi paesi comprendono i contributi economici delle aree protette nei quadri decisionali che guidano gli investimenti pubblici e privati.

Tra questi pochi paesi va elogiato senz'altro il Gabon,  il cui presidente Ali Bongo Ondimba ha annunciato al  World Parks Congress che il suo Paese ha messo off-limits la pesca commerciale in un quarto delle sue acque territoriali. Questo potrebbe essere considerato un annuncio storico, volto a invertire la tendenza del continente nero che ha pure ha bisogno della blue economy per risollevarsi e conservare al meglio l'oceano. Prima di Ondimba, nessun altro leader di una nazione dell'Africa centrale ha  preso una iniziativa del genere.

Più di 18.000 miglia quadrate di oceano saranno protette dalla pesca commerciale non controllata. Balene, squali, tartarughe, razze, e innumerevoli altre specie marine in pericolo di industrializzazione e di pesca eccessiva avranno ora un paradiso blu sulla costa dell'Africa occidentale. Con questa azione, il presidente Bongo ha compiuto un importante passo nella costruzione di una economia marina per il Gabon. Mettendo al bando la pesca commerciale in alcune aree, in altre parti delle sue acque il Paese sta creando zone di pesca comunitaria e zone di pesca commerciale. In questo modo è possibile controllare la pesca legale e assicurarsi che ci siano posti di lavoro per i pescatori e abbondanza di pesci da mangiare per la popolazione. Allo stesso tempo, renderà più facile fermare le barche che pescano illegalmente e che portano via dalle acque del Paese fino al 60 per cento del pesce.

Sulla terra, il Gabon è stato green per un lungo tempo. Più di un decennio fa, il paese ha creato 13 parchi nazionali per proteggere oltre l'11 per cento della sua terra.

Lo scienziato Mike Fay del National Geographic  Explorer-in-Residence and Wildlife Conservation Society é stato determinante in questo sforzo. Il suo Megatransect Project, che documenta la ricca biodiversità che si trova nelle vie navigabili non sviluppate attraverso il Gabon, ha fornito la prova visiva e scientifico della ricca natura selvaggia del paese, e ha ispirato il piano di salvaguardia dello storico territorio noto come Green Gabon. Fay ed altri presto si sono resi conto che in quelle zone esiste una interconnessione tra green e blue, terra fiumi, laghi, mare. E da qui è nata l'idea di un equivalente blu di questi parchi a terra. L'azione annunciato dal Presidente Bongo comprende un'estensione di 10.425 chilometri quadrati del Parco Nazionale Mayumba, uno dei pochi parchi terra-mare congiunti di queste dimensioni in tutto il mondo.

Fonte: voices.nationalgeographic.com - news.nationalgeographic.com - environment.yale.edu.blog

Immagini: www.alanswildlifetours.com.au/ - news.nationalgeographic.com

Sempre sulla Blue economy, che sarebbe proprio ideale per un Paese come l'Italia, v'invito a leggere il post Blue Economy: ne parla la nipote del leggendario Jacques Cousteau


I post di sempre

Le 10 più terribili catastrofi naturali della storia

Segnaliamo in data 18 settembre 2015, il forte terremoto avvenuto in Cile, con la prima scossa di magnitudo 8.3 alle 8 di ieri sera (ora locale). L'UPDATE al 18 settembre 2015 lo trovate in fondo al post.
-------------------------------------------------

Il recentissimo terremoto in Nepal e lo tsunami in Indonesia del 2004, si aggiungono a questa serie di catastrofi naturali della storia. L'UPDATE al 27 aprile 2015, lo trovate in fondo al post.
-------------------------------------------------

10 -  Tifone Tip


I tifoni del Pacifico generalmente sono molto più potenti degli uragani atlantici. Questo, poichè l'Oceano Pacifico ha molto più acqua su cui i tifoni possono raccogliere la loro forza. Il tifone Tip è stato il più vasto e intenso ciclone tropicale mai registrato, con un diametro di  2.220 chilometri.  Fu la novantesima tempesta tropicale, il dodicesimo tifone e il terzo supertifone del 1979. Esso sviluppò la perturbazione monsonica il 4 ottobre 1979  vicino all&#…

Se non interveniamo, il clima che verrà ci creerà una montagna di guai

Secondo il World Meteorological Organization (WMO) il 2015 è stato il primo anno nella storia dell'umanità in cui la presenza di CO2 in atmosfera ha superato la soglia di 400 parti per milione, tendenza confermata anche dalle rivelazioni effettuate nei primi mesi di quest'anno. Conseguenza del fenomeno è El Nino, che ha avuto effetti devastanti in diverse parti del pianeta ma in generale sull'inquinamento.

Mr. Petteri Taalas, segretario generale del World Meteorological Organization (WMO) ricorda che senza affrontare il problema delle emissioni di CO2, non possiamo affrontare il problema del cambiamento climatico e mantenere l'aumento della temperatura al di sotto di 2 gradi Celsius al di sopra del periodo pre-industriale. " E 'quindi della massima importanza che l'accordo di Parigi che entrerà in vigore effettivamente ben prima del previsto 4 novembre crearte una corsia prioritaria per la sua attuazione", ha aggiunto.

Precedentemente il WMO aveva av…

Antartide: si profila una lotta epica nella caccia alle balene

Il primo ministro australiano Malcolm Turnbull ha promesso di sollevare la caccia alle balene negli incontri di questa settimana con il leader del Giappone Shinzo Abe. Questo, anche perchè esortato dagli ambientalisti a fare pressione su Tokyo per fermare la caccia di questa stagione.

Un  flotta baleniera giapponese è salpata questo mese per l'Antartide in una missione per riprendere la caccia dopo una pausa di un anno, innescando una "forte" protesta formale da 33 paesi, guidati da Australia e Nuova Zelanda.

Da Melbourne è salpata anche la nave Steve Irwin di Sea Shepherd, sulle tracce della flotta baleniera giapponese che intende uccidere 333 balenottere minori nell'oceano Antartico, nonostante un ordine della Corte internazionale di giustizia per porre fine alla caccia.

"Ci sono persone provenienti da tutto il mondo, tra cui il Giappone, a bordo delle nostre navi, persone non remunerate che hanno solo una comune passione per dare al pianeta una sorta di sper…