Le tensioni in Azerbaigian minacciano i piani energetici in Europa



Sin dalla sua indipendenza l'Azerbaigian sta vivendo al suo interno grandi tensioni per via del conflitto, mai del tutto sopito, del Nagorno Karabakh, repubblica autoproclamatasi indipendente dall'Azerbaigian, situata nel Caucaso meridionale. Gli attuali confini territoriali sono stati determinati alla fine nel gennaio del 1992, per porre fine ad un'ostilità tra i due contendenti dopo l’avvenuta proclamazione di indipendenza.

La guerra del Nagorno-Karabakh (1988-1994) ha afflitto la regione dopo l'indipendenza dell'Azerbaigian dall'Unione Sovietica nel 1990. Le etnie armene che vivono nel Nagorno-Karabakh, una terra senza sbocco dell''Azerbaigian, hanno proclamato uno stato indipendente nel 1991. Negli ultimi anni, il cessate il fuoco, mediato nel 1994, è stato più volte violato, provocando la morte tra i civili e l'uso di armi pesanti, facendo presagire un ritorno  alla guerra. Dall'estate del 2014 si sono visti attacchi più violenti, che non avvenivano sin dal 1994, con oltre 60 vittime civili.

Sui media se ne parla poco, ma Louis-Claude Perrault-Carré, da globalriskinsights.com, ne parla esaustivamente e pone l'attenzione sul rischio per la sicurezza, argomento poco discusso, proveniente dall'escalation del conflitto della regione Nagorno-Karabakh, che pone un rischio significativo per le compagnie petrolifere, così come per l'approvvigionamento petrolifero anche verso l'Europa.

La tendenza delle spese militari puntano anche verso una preparazione per la guerra. L'Azerbaigian ha speso il 4,64% del suo PIL nel 2010 per spese militari, il 4,7% nel 2013, e, secondo come riferito, ha aumentato nel 2015 del 27%  pari a 3,6 miliardi di dollari.

La spesa militare armena è passata dal 3,92% del PIL nel 2010 al 4,1% nel 2013. Nel 2014, il governo armeno ha aumentato la loro spesa al 4,2%.

Lo scorso luglio l'Azerbaigian ha iniziato le esercitazioni militari, con funzionari governativi che informavano gli ospedali di "tenersi pronti": "adottare le misure necessarie per prepararsi ad una possibile azione militare che può avvenire in qualsiasi momento". Questi esercitazioni hanno anche apparentemente coinvolto una maggiore cooperazione e collaborazione con le forze armate turche e georgiane. Come risultato di questo trend, gli interessi delle imprese private nel Mar Caspio possono anche essere un rischio se il conflitto dovesse degenerare.

Gli oleodotti petroliferi che cercano di diversificare il profilo energetico dell'Europa, lasciando fuori il petrolio russo, saranno minacciati da un conflitto nella regione.

I rischi regionali avranno importanti implicazioni per le imprese, e può aumentare il rischio politico nei mesi a venire.

British Petroleum (BP) ha iniziato un rapporto con il governo dell'Azerbaigian nel 1994, allo scopo di sviluppare l' Azeri-Chirag-Deepwater Gunashli (ACG), che è stato ulteriormente sviluppato con un gruppo di altre 11 compagnie petrolifere.



Gli interessi energetici della zona sono di vitale importanza non solo per l'Europa, la quale, sempre per tenere fuori la Russia, nel tentativo di diversificare la fornitura di gas naturale, ha raggiunto un accordo per costruire la pipeline Trans-Adriatic Pipeline  (TAP), che è stato approvato alla fine di luglio 2015. Questo progetto porterà il petrolio da Baku attraverso la Turchia verso la Grecia, l'Albania , e l'Italia.

Il successo di questo progetto consentirà all'Europa di iniziare a diversificare il suo approvvigionamento energetico dalla Russia, così come aggirare l'Ucraina. Se il progetto TAP verrà messa a rischio nel Nagorno-Karabakh, la Russia resterà il principale fornitore di gas naturale della regione, fino a quando l'Europa non troverà un'alternativa.

Il gasdotto Nabucco-Ovest è un altro progetto proposto, che è stato inizialmente programmato per raggiungere l'Austria attraverso la Bulgaria, ma è stato abbandonato nel 2013. Recentemente le discussioni sono state riprese, visto l'incertezza nel far attraversare il gas attraverso l'Ucraina.  Il governo bulgaro ha dichiarato che vorrebbe proseguire le discussioni sul gasdotto Nabucco, ma la concorrenza di TAP, lo rende difficile.

La ripresa del conflitto tra l'Azerbaigian e l'Armenia non è soltanto un errore diplomatico, ma potrebbe anche presentare rischi significativi per molti attori del settore privato. Le compagnie petrolifere hanno investito in petrolio del Mar Caspio, così come per i numerosi oleodotti e gli accordi per l'esportazione saranno minacciati.

Si dovrà attendere in qualche modo quello che accadrà tra Russia e Unione europea. Se i rapporti interrotti dovessero riprendere a funzionare, allora quello che accadrà nel Nagorno-Karabakh non sarà d'interesse vitale. Almeno per la fornitura energetica.  Per le vite umane civili perse nelle ostilità, magari ci sarebbe forse da discuterne. Ma questo compito spetta ai politici... allora, campa cavallo...

Il petrolio e il gas sono più importanti di qualsiasi altra cosa al mondo, non è vero?!!!

Immagini: theriseofrussia.blogspot.it - www.sras.org  

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