COP21: spinta finale verso un difficile accordo sul clima


La Conferenza di Parigi sul cambiamento climatico (COP21) in corso a Parigi è stata oscurata da minacce più immediate come il terrorismo, ma il vertice delle Nazioni Unite potrebbe in qualche modo fare la differenza. Se non si fermano le conseguenze peggiori dei cambiamenti climatici, le emigrazioni e le crisi legate all'aumento della siccità, nonchè agli eventi estremi indotti dall'uomo, questo provocherà tensioni ed ulteriori conflitti. Inoltre, siccome la soluzione è abbandonare l'utilizzo di carbone, petrolio e poi di gas (il petrolio alimenta le guerre), una prospettiva della politica di cooperazione tra le grandi economie per investire nelle energie alternative può ridurre le pressioni su quelle risorse per  le quali si rischiano guerre non solo locali ma anche su vasta scala.

Per alcuni attivisti ambientali presenti nella capitale francese i negoziati sul clima non sono sufficienti. I leader mondiali debbono ascoltare con più attenzione le parole di Papa Francesco sui cambiamenti climatici.

Al momento, come accade in ogni Conferenza, la bozza di 48 pagine che è emersa ieri contiene ancora un numero di potenziali campi minati (più di 900 parentesi quadre, utilizzate per indicare le aree di disaccordo) che potrebbero finire col rilasciare un accordo finale molto debole o addirittura impossibile da concludere.

Alcuni delegati sono preoccupati che troppo viene lasciata ai politici. Saranno infatti i ministri di tutto il mondo che si riuniranno a Parigi a dare la spinta finale per un nuovo patto globale sul clima.

"Da oggi inizia la settimana del compromesso: è una settimana difficile", ha detto in una conferenza stampa Miguel Arias Canete, Commissario dell' European Union's Climate.
Ci sono ancora disaccordi sul fatto se questo sarà un accordo giuridicamente vincolante, o se solo una parte di esso lo sarà.

Molte nazioni insulari vogliono un testo che faccia riflettere sul fatto che se il mondo si riscalda più di 1.5C, le loro case saranno spazzate via dall'innalzamento del livello dei mari. Altri paesi favoriscono un obiettivo a due gradi.

Un altro aspetto fondamentale è la questione della differenziazione. Quando la Convenzione ONU sul clima venne firmata nel 1992, il mondo era diviso in paesi sviluppati e in via di sviluppo. I paesi più ricchi ora vogliono il nuovo accordo di Parigi per riflettere come sia cambiato il mondo. "Sia i paesi sviluppati che quelli in via di sviluppo ora riconoscono che il mondo è cambiato", ha detto Michael Jacobs, consigliere sul  clima del primo ministro britannico al momento dei colloqui di Copenaghen nel 2009, Gordon Brown.

L'accordo che si prospetta "è disordinato," ha detto un delegato europeo, aggiungendo che la bozza contiene comunque i chiari contorni di un accordo ed è stato impressionante vedere delegati provenienti da quasi tutti i paesi che affermano di volere un accordo per sabato venturo.

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Ieri l'attore americano Sean Penn, che è intervenuto alla Conferenza parlando del ruolo importantissimo delle foreste nel mitigare il riscaldamento climatico, ha detto di ritenere la riunione di Parigi come "il momento più emozionante della storia umana", perché "i giorni dei sogni hanno lasciato il posto ai giorni del fare".

Intanto, nella parte orientale della capitale francese centinaia di persone sono scese in piazza per attirare l'attenzione su soluzioni alternative al riscaldamento globale. La manifestazione si è tenuta a margine di un "vertice alternativo", che sta tenendo dibattiti e workshop per discutere di diversi modi di tagliare le emissioni di carbonio.

Mathieu Dore che è il coordinatore per "International village of alternatives", ha dichiarato: "Esistono già soluzioni alla crisi climatica ... L'idea è quella di portare il messaggio per le strade per rendere il pubblico consapevole del fatto che vi sono altre alternative e non sono triste, non è un tornare all'età della pietra o all'utilzzo di candele . E inoltre, siamo in grado di cambiare facilmente le cose, possiamo adattarci con alternative per salvare il clima in modo facile e felice. ", Uno di questi modi è quello di "mangiare meno carne". Le ultime ricerche dicono che l'agricoltura provoca il 15% di tutte le emissioni, la metà delle quali provengono dal bestiame. Gli esperti sostengono che mangiare meno carne rossa sarebbe un modo migliore per le persone a ridurre le emissioni di carbonio piuttosto che rinunciare alle loro auto.

Sempre ieri, all'Angelus, a due giorni dall'apertura della Porta Santa della Misericordia il Papa ha lanciato un appello ai partecipanti alla Conferenza Cop21 sul clima. A Parigi, ha detto Papa Francesco, ogni sforzo dovrebbe essere rivolto ad attenuare gli impatti dei cambiamenti climatici e nello stesso tempo a contrastare la povertà e far fiorire la dignità umana.  Chiede poi ai fedeli di pregare affinchè i partecipanti alla Conferenza sul clima abbiano il coraggio di avere come unico criterio per decisioni così importanti il bene della famiglia umana

 Francesco ha poi esortato tutti a convertirsi, a non popolare i "deserti dell'umanità" "affollati da menti chiuse e cuori duri". "Dobbiamo abbassare le montagne dell'orgoglio e della rivalità,  riempire i burroni scavati dall'indifferenza e dall'apatia, raddrizzare i   
 sentieri di pigrizie e compromessi
".  E questo appello, a mio parere, è ben più difficile da raggiungere che l'accordo sul clima.

By redazione e John Keyman da Paris

Immagine: www.commondreams.org


Fonti: the guardian - euronews.com - financial time