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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2011

Che fine hanno fatto le navi iraniane che hanno attraversato il Canale di Suez?

Chissà, forse avrà un collegamento con la costruzione della linea ferroviaria nel corridoio Europa - Medio Oriente - Asia meridionale di cui ho fatto cenno nel post precedente, il fatto delle due navi iraniane, Khark e Alvand, che hanno attraversato il canale di Suez nei giorni scorsi. Come si sa il Canale è gestito ieri come oggi dalle autorità egiziane, e per la prima volta dopo la vittoria della rivoluzione islamica in Iran del 1979 è stato acconsentito a navi iraniane di attraversarlo, per entrare nel Mediterraneo.

Ora le due navi sono attraccate nel porto siriano di Lattakia e secondo il Comandante della Marina Militare iraniana Ammiraglio Habibollah Sayyar, che è in visita ufficiale di sei giorni in Siria a capo di una delegazione di autorità militari, l'Iran è pronto per la costruzione di frangiflutti, banchine e strutture portuali in Siria.

"L'esercito iraniano è in grado di svolgere la cooperazione militare con la Siria in materia di formazione e mantenimento de…

Russia, Iran e Azerbaigian: una ferrovia per l'Oceano Indiano

Nonostante le sanzioni economiche contro l'Iran, la Russia e l'Azerbaigian non intendono porre fine alla  realizzazione di progetti comuni con il paese. In particolare, questo riguarda la costruzione  di più di 4.500 km di ferrovia, che collegherebbe l'Europa centrale e nord-occidentale con il Medio Oriente e l'Asia meridionale.


Questo progetto è una delle priorità dello sviluppo delle ferrovie russe, azere e e iraniane, ed è progettato per garantire il transito di merci provenienti dai paesi scandinavi fino alle coste dell'Oceano Indiano.

I colloqui tra Russia, Azerbaijan e Iran sono in corso da 10 anni. Un'altra riunione trilaterale si è tenuta di recente a Teheran. Dopo la riunione, sono stati firmati tre documenti, che porteranno sicuramente ad accelerare l'attuazione del progetto. Vale a dire che le parti hanno concordato di costruire un ramo ferroviario Resht (Iran) - Astara (Iran) - Astara (Azerbaigian). Al fine di attuare questa idea, si prevede di cr…

Biocarburante dalle alghe: la strada da seguire

Dal Brasile agli Usa, passando anche per  Venezia, si moltiplicano i progetti che utilizzano le alghe per produrre biocarburanti ecocompatibili.  

Un team di ricercatori presso il Rochester Institute of Technologydi New York sta utilizzando le  alghe che crescono negli impianti di trattamento delle acque di scarico, estraendone i composti chimici più inquinanti, per ricavarne un biocarburante in grado di ridurre l'inquinamento dei gas di scarico e ripulire le acque da batteri e tossine. Le alghe in questione sono organismi unicellulari, che hanno le caratteristiche giuste per produrre il carburante.  

"È dimostrato che le alghe hanno un alta capacità di bioremediation, in particolare verso composti tossici come nitrati e nitriti di cui i nostri fiumi sono pieni e che utilizzano per crescere – spiega Guido Bordignon, ricercatore dell’università Ca’ Foscari di Venezia, appena tornato dall’Antartide, dove si è recato “a caccia” di nuove alghe da studiare. Questi microrganismi…

L'inquinamento atmosferico è una delle principali cause di infarto

"I medici sono sempre alla ricerca di singoli pazienti - e i fattori di rischio modesto non potrebbe essere importante a livello individuale,  ma se sono prevalenti nella popolazione allora hanno una rilevanza maggiore nella sanità pubblica"
Tim Nawrot,
Uno studio del dottor Tim Nawrot, della Hasselt University in Belgium, attribuisce all'inquinamento atmosferico, una delle principali cause di infarto.
L'inquinamento atmosferico, in particolare inalare polveri sottili dai fumi del traffico fa aumentare i rischi cardiovascolari e fa scattare gli attacchi di cuore più dell'alcol, delle droghe o di qualsiasi sforzo fisico, sostiene lo studio del dottor Nawrot..
Secondo gli esperti, temi come il sesso, la rabbia, l'abuso di droghe, d'infezioni polmonari possono anche portare ad attacchi di cuore, ma l'esposizione all'inquinamento è il colpevole principale che porta a infiammazioni, accumulo di colesterolo nelle arterie e attacchi di cuore.

La cocaina provo…

Libia: che sarà dopo?

Pazzesco, inumano, orribile, mostruoso quello che sta accadendo a due passi da noi.

Purtroppo la mancanza di giornalisti rendono le notizie che giungono dalla Libia discordanti e contraddittorie, ma se sono vere quelle che filtrano da più parti, la situazione è del tutto fuori controllo.

Si parla di gente dilaniata, senza braccia, senza gambe, senza torace giunta negli ospedali per farsi curare e fatta poi a pezzi dai feroci mercenari provenienti dall'area subsahariana armati di machete, che hanno messo in mostra "l'inferno sulla terra".

Si parla di 10mila morti e di fosse comuni sulla spiaggia di Tripoli, lo documentano alcune immagini raccappriccianti che i telegiornali lasciano scorrere sullo schermo...

Insomma, una situazione esplosiva di un mondo che sta aprendo gli occhi con il miraggio d'una vita migliore -si spera - che dovrebbe creare grande preoccupazione alla Comunità mondiale, specialmente a quella europea, divisa dall'area febbricitante del pianet…

Libia: allarme nel Mediterraneo?

Sulla tremenda questione libica, che fa capire quanto complicata sia diventata l'area mediterranea, l'Alto Commissario Onu per i diritti umani ha chiesto un'inchiesta internazionale sulla repressione contro i manifestanti antigovernativi, fatta con attacchi sistematici su larga scala che possono equivalere a crimini contro l'umanità.

Secondo le notizie il regime, coi suoi battaglioni della sicurezza, controlla ormai solo Tripoli, dove sembra si stiano usando armi pesanti per reprimere le proteste, mentre ad oriente, in Cirenaica, tra Bengasi e Tobruk, la parte tradizionalmente meno favorevole nei confronti di Gheddafi, ma sino all'altro giorno obbediente, spira un vento tribale e sembra avviarsi a diventare una provincia autonoma. Qui si è vicini  all'Egitto, l'altra grande nazione araba su cui si è abbattuto il vento (man mano diventato uragano) dei Gelsomini. Probabilmente è la parte più esposta alle infiltrazioni dell'estremismo islamico, anche maga…

Maledetto oro nero

Dilaga nell'area mediterranea e nel Medio Oriente l'insurrezione dei popoli contro storici regimi autoritari e dittatoriali: dalla Tunisia all'Egitto, dall'Algeria allo Yemen, dal Bahrain alla Libia, dove l'inossidabile "regno" di Gheddafi sta traballando paurosamente. 
Proprio in Libia, in particolare a Bengasi in Cirenaica, seconda città del paese, la rivolta sta degenerando. Tantissimi morti, ospedali pieni, un bagno di sangue anche ad opera di crudeli mercenari di colore provenienti dal sud, oltre il deserto, che sparano all'impazzata per le strade e dai tetti dei palazzi di Bengasi e nelle zone costiere.

Le immagini in gran parte rubate coi telefonini e affidate a Internet che riescono ad emergere dalla morsa della censura sul bagno di sangue tra i manifestanti in Libia, mostrano l'efferatezza degli scontri e della carneficina tuttora in atto. 
In queste ore, in cui si vocifera che il colonello Gheddafi abbia già lasciato il Paese per il Venez…

Energia dall'idrogeno sempre più vicina

Lo ammetto. Negli ultimi tempi m'interesso particolarmente di quanto sta accadendo nel mondo, piuttosto che parlare di energia, su cui, comunque ho scritto molto in passato.

Adesso, in verità, il mio interesse si è spostato altrove, anche perchè in effetti il sottotitolo del blog è sempre stato "notizie da un pianeta malato", e vedere come in breve tempo l'equilibrio planetario è in continua rivoluzione, mi lascia, comunque, molto meravigliato.

Oggi però, voglio proporvi un post sull'energia futura, di cui ogni tanto si sente parlare. Lo riprendo da "il post della domenica" (tutto in famiglia, naturalmente) perchè credo che la notizia vada riportata.

Buona domenica!

La voracità di energia su cui si basa tutta la nostra economia fa consumare molti miliardi di barili annui di petrolio nel mondo, che sommati al consumo di carbone e di gas naturale contribuiscono ad una immissione in atmosfera di milioni di tonnellate di anidride carbonica al giorno. 

Per …

Sea Shepherd vs flotta giapponese: la partita non è ancora chiusa

Giusto il tempo per brindare ad una battaglia vinta per gli ambientalisti di  Sea Shepherd, e subito di nuovo in azione, visto che, nonostante l'annuncio di un rientro anticipato della flotta di baleniere che solcano il mare Antartico, il Giappone, molto indignato per le attività del gruppo ambientalista, che ha dovuto chiudere la stagione della caccia alle baleneper garantire la sicurezza del suo equipaggio con  circa sei settimane di anticipo, non intende darla vinta ai terribili attivisti in versione di corsari,

Tokyo, infatti, ha deciso di proseguire la cosidetta ricerca scientifica attraverso la caccia alle balene e se la prende con Australia e Nuova Zelanda, che danno rifugio nei loro porti alle supertecnologiche navi diSea Shepherd, e con l'Olanda, nel cui paese sono registrate diverse imbarcazioni dell'organizzazione. 

Ma gli attivisti non ci stanno e si mostrano più agguerriti che mai, convinti di stare dalla parte giusta e la loro flotta, tra cui campeggiaGojira

Canale di Suez: la sfida è rimandata?

Nessuna nave da guerra iraniana attraverserà il canale di Suez.

Il Ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman aveva detto che due navi da guerra iraniane dovevano attraversare il canale la notte scorsa, in rotta verso la Siria, descrivendo la mossa come una "provocazione".

Così non è stato.

L'Autorità del Canale di Suez è stato "informato della cancellazione di due corse in programma oggi di due navi da guerra iraniane, facenti parte di un convoglio proveniente dal sud del Mar Rosso". 

Nessun'altra data è stata fissata per attraversare il canale di Suez.
I funzionari, che hanno identificato le navi per Alvand e Kharg, han detto che sono vicine al porto saudita di Jeddah sul Mar Rosso. Esperti spedizionieri avevano detto in precedenza che le navi erano la fregata Alvand e la nave rifornimento Kharg.

Ad ogni modo, qualsiasi nave da guerra volesse attraversare il canale di Suez, un percorso strategico di spedizione internazionale, deve avere innanzitutto l&…

Sea Shepherd: una vittoria epica

Una grande vittoria per gli attivisti di Sea Shepherd che hanno costretto Tokyo a sospendere, per quest'anno, la caccia ai grandi cetacei nelle acque dell'Antartico.
Le forti azioni di protesta dei super attrezzati natanti di Sea Shepherd Conservation Society hanno avuto la meglio  sulla flotta nipponica. 
Basta solo questo per propagandare una vittoria epica.

Secondo l'agenzia della pesca nipponica, per problemi di sicurezza, le autorità starebbero valutando la possibilità di mettere fine in anticipo alla spedizione della nave madre Nisshin Maru, tallonata inesorabilmente dagli ambientalisti.

La decisione avviene nel bel mezzo di una forte pressione internazionale, per porre fine all'abbattimento di circa 800 balene in Antartide, una caccia che si svolge con un escamotage "tecnico" facendolo apparire utile alla  ricerca scientifica. Come si sa il Giappone non aderisce alla moratoria in vigore dal 1986 che impedisce  la caccia alle balene.

Grazie alle molestie d…

Come avere acqua dolce nelle zone aride del mondo

L'acqua potabile è una risorsa rara in molti paesi. Nel 21 ° secolo, quasi un miliardo di persone nel mondo non hanno ancora accesso all'acqua potabile, mentre più di 2,5 miliardi non hanno un sistema di trattamento delle acque. 

Alla luce di questi fatti, i ricercatori sono alla ricerca di soluzioni alternative per la produzione di acqua potabile, non trascurando, ovviamente, la soluzione che sembra essere la meno complessa: enormi riserve di acqua dolce tratte dagli icebergs, che non sono mai state sfruttate.

E visto che i progressi scientifici stanno sempre più avvicinando la realizzazione di tali  progetti, ecco che si fanno avanti proposte sempre più concrete, come quella di colui che sugli icebergs si è incaponito oltremisura, George Mougin, un ingegnere francese da sempre affascinato dalla bellezza dei ghiacci, che da almeno 35 anni accarezza l'idea di trasportare un intero iceberg per migliaia di chilometri e destinato ad usi pratici. In questo momento, ad esempio l…

Ci siamo, è in atto la rivoluzione delle rivoluzioni

Ci siamo, è in atto la rivoluzione delle rivoluzioni!
Sta accadendo qualcosa di molto più corposo dell'esodo biblico sulle nostre coste, evocato dal Ministro degli interni Maroni, che deve occuparsi di come far fronte a una marea di profughi in fuga da sconvolgimenti politici della Tunisia, diretti sulla piccola isola di Lampedusa, tra i quali si annidano, certamente, detenuti liberati dalle carceri durante i giorni della rivoluzione e potenziali terroristi islamici. 
Sulla questione, in cui il governo italiano ha lanciato un appello all'Unione europea, è in corso una querelle con Catherine Ashton, capo della politica estera dell'Unione europea, che dalla Tunisia fa sapere che "l'Unione europea è impegnata a sostenere economicamente la Tunisia e sostenere la società civile al fine di avere libere elezioni".
Per  Angela Merkel, cancelliere della Germania "non tutti coloro che non vogliono restare in Tunisia possono venire in Europa", ribadendo che l'…

Guerra di nervi sui gasdotti verso l'Europa

Il consorzio di sei nazioni che ruotano attorno al consorzio Nabucco, il gasdotto che partendo dal bacino del Mar Caspio e dal Medio Oriente attraverso la Turchia, porterebbe il gas metano in Europa bypassando la Russia, chiede "impegni concreti" dai propri fornitori entro la fine di marzo.
Le sei nazioni (Germania, Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria e Turchia) e compagnie, fra cui la tedesca RWE e l'austriaca OMV, che con Nabucco intendono trasportare fino a 31 miliardi di metri cubi di gas all'anno, e destinato ad essere un elemento chiave nei piani dell'Unione europea che vuole ridurre la dipendenza energetica da Gazprom, debbono però sedersi  attorno a un tavolo e dimostrare di essere in grado di dare  via libera, entro la metà dell'anno, a 10,7 miliardi dollari( 7,9 miliardi di euro), che permettono di iniziare acquisendo i diritti di passaggio sul pipeline per 3.300 chilometri.
Gli analisti hanno espresso dubbi sulla capacità del consorzio Nabucco di u…

Là dove spira il vento caldo del pianeta

Inaspettatamente, la politica mondiale si è spostata là dove spira il vento caldo del pianeta, cioè nell'Africa del nord, dove la rivoluzione dei gelsomini dalla Tunisia ha invaso l'Egitto e altri territori dell'ex impero ottomano, sui quali l'Iran si candida ad essere il faro della rivoluzione.
Anche al-Qaeda sull'area ha i suoi progetti. Nei giorni scorsi a Il Cairo molti militanti Jihadistisono stati fatti fuggire dalle carceri, quasi a confermare le notizie che rimbalzano da un forum integralista irakeno, con l'invito di al-Qaeda a trasformare la protesta per la democrazia in guerra santa. "Il rischio dell'area è la presa di potere dei militari come detentori dell'ordine. Impiegheranno l'islamismo come forma di controllo delle masse, più che per convinzione propria" dice Stefano Casertano analista politico a Televideo.
Un Iran così determinato, che cerca di avere il dominio assoluto su milioni di musulmani con la sua politica integralis…

Voglia di democrazia digitale a Cuba

Sulla scia di una democrazia digitale che sta attraversando il mondo, Cuba teme che gli Stati Uniti incoraggino il dissenso attraverso i social media come Facebook e Twitter con l'obiettivo di rovesciare il governo. Questo è quanto trapela da un video che sembra riprendere un incontro di funzionari cubani, pubblicato su siti Internet di questa settimana.

Il video di 50 minuti è apparentemente una presentazione fatta da un esperto di Internet per i funzionari del Ministero degli Interni di Cuba nel giugno scorso.

Il link al video (vimeo.com) è stato postato su diversi blog, tra cui quella di blogger cubani anti-governativi come Yoani Sanchez, e sul sito web del Miami Herald. Non è noto come il video è stato ottenuto.
L'esperto, la cui identità non  è stata divulgata, ha detto che funzionari degli Stati Uniti stanno promuovendo sul suolo cubano l'uso di Facebook e Twitter, per fomentare il dissenso, come è stato fatto nelle insurrezioni in Ucraina nel 2004 e in Iran nel 2010.

Le catastrofi climatiche sono causate dallo spostamento dei poli magnetici

Sebbene le attività umane sono considerate colpevoli del riscaldamento globale (global warming), al quale si addebita, ovviamente, anche lo scatenarsi della natura attraverso bufere di neve,  supertempeste, inondazioni, cataclismi fuori dal comune che stanno abbattendosi un po' ovunque nel mondo, sembra invece che il problema sia da addebitarsi altrove, anche se la possente industria verde è sorta sulla propoganda che tale scopo si prefiggeva.

Gli scienziati e i climatologi sono stati rapidi nel cavalcare la causa del  riscaldamento globale, ma ora cominciano a sospettare un fenomeno più grande come causa principale.

E dunque!Dimenticatevi il global warming, i modelli climatici e tutto l'ambaradam che la tecnologia verde si trascina dietro, e andiamo invece a rivedere, dice la Nasa,  articoli scientifici scritti a proposito, studi di geologi che hanno individuato tracce in strati di roccia e campioni di carote di ghiaccio... che testimoniano, seppur timidamente, un inarrestabil…

Minacciata la montagna sacra dei Dongria Kondh

Minaccia sulla montagna sacra dei Dongria Kondh 
Stephen Corry, direttore della ong Survival International, segue molto da vicino gli sviluppi della contrastata vicenda tra il gigante minerario Vedanta Resources e la tribù nello Stato indiano dell’Orissa, i Dongria Kondh che lottano per la sopravvivenza e vedono minacciata la loro montagna sacra.

Con la scusa dell'ampliamento di almeno sei volte delle miniere di bauxite per la raffinazione dell'alluminio, che avrebbe portato posti di lavoro nella regione, secondo due indagini indipendenti commissionate dal ministero
dell'Ambiente indiano, si è concluso che i piani di


Vedanta Resources,che fa capo al facoltoso impreditore indiano Anil Agarwal, e che sta sfidando il divieto di effettuare operazioni minerarie sulla montagna sacra, sarebbero suscettibili della 'distruzione' dei Dongria Kondh.

Già lo scorso anno questo popolo tribale, venuto alla ribalta grazie al film AvatardiJames Cameron che ne ha preso spunto per …

Allerta Canale di Suez

Nonostante la crisi politica egiziana, le navi stanno continuando a transitare per il Canale di Suez, che rimane aperto. Diverse compagnie hanno smentito le notizie che stanno  inviando le loro navi attorno al Capo di Buona Speranza. Tra queste, la Hanjin e Maersk.
Le compagnie di navigazione coreane avevano detto che erano alla ricerca di centri di trasbordo alternativi al Mediterraneo orientale a causa della chiusura di alcuni terminal egiziani, e che avevano deciso di inviare le navi attorno all'Africa piuttosto che attraverso il Canale di Suez, ma stanno ancora utilizzando il canale.
Il Porto di Alessandria è ancora aperto, ma nessuno sta lavorando per il momento. Le operazioni di carico non funzionano correttamente a causa d'interruzioni del lavoro. Problemi analoghi si riscontrano nel porto di Damietta, essendo interrotto pure Port Said. 
Tanta instabilità nel Medio Oriente contribuisce notevolmente al prezzo del petrolio, che a livello mondiale si è mantenuto elevato negli…

Ciclone Yasi: una mezz'ora da incubo

E' stata una mezz'ora da incubo per il quasi milione di australiani residenti lungo i 700 chilometri della costa nord orientale del nuovo continente, nella regione del Queenisland, dove ancora una volta le forze della natura hanno imperversato furiosamente, stavolta con il ciclone Yasi, di categoria di pericolo 5, la più alta, come Katrina, la tempesta che ha devastato New Orleans e superiore a quella del ciclone Tracy, che nel 1974 devastò la città di Darwin, nel nord, causando 71 morti e distruggendo il 90% delle case.

Yasi si è presentato con venti a quasi 350 chilometri orari che hanno divelto tetti, sradicato alberi e abbattuto cavi elettrici causando interruzioni di corrente.  L'ultima mezz'ora è stata la più terrificante, con il rumore assordante del vento ululante...


La zona colpita è costellata da decine di cittadine turistiche, dove vi operano centinaia di operatori, avendo nei pressi uno dei punti chiave del turismo dell' Australia : la Grande Barriera Co…

Inquinamento ambientale a Colleferro

Sebbene se ne parli poco, la sepoltura di rifiuti pericolosi in luoghi che si frequentano normalmente, sono un problema serio.  

La vicenda dei rifiuti tossici rinvenuti a Colleferro, vicino Roma, e il ritrovamento di una fossa piena di carcasse di pecore che continuano a morire, è stata comunque segnalata in quest'ultimi giorni  dal Tg Uno

Rifiuti pericolosi, sostanze chimiche e scarti di stabilimenti, i cui effetti potrebbero rivelarsi devastanti, hanno indotto un pastore a denunciare la morte di centinaia di pecore e di molte altre deformi.

Dopo decenni di attività industriale e rifiuti tossici riversati nel fiume Sacco, simbolo del disastro ambientale in corso, ci sono persone che, in seguito ad accertamenti sanitari, hanno scoperto di avere dei pesticidi nel sangue. 

Uno studio della Asl, che attesta come la mortalità e le patologie respiratorie sono sopra la media, ha evidenziato che la contaminazione interessa chi vive vicino al fiume.

Si pensa che la contaminazione possa e…